"A seguito della notizia dell’indagine per corruzione per le tangenti Finmeccanica ci sembra difficile per Scajola e per chi lo sostiene continuare a fare finta che non sia successo niente. Corrono il rischio del ridicolo gli esponenti del PDL che recitano per l’ennesima volta la solita giaculatoria: che le responsabilità della mala politica si distribuiscono in misura uguale tra gli schieramenti; che occorre attendere i risultati dell’ennesima indagine in corso; che si tratta alla fine di una strumentalizzazione dei mezzi di comunicazione perché si avvicinano le elezioni".
Lo scrive il circolo imperiese di Sel su caco di Finmeccanica. "Non c’è chi non vede che, tassello dopo tassello - prosegue SEL - emerge un sistema di potere, articolato, diffuso (da Roma a Imperia) e retto dal legame stretto tra affari e politica. Di tale sistema l’ex-ministro Scajola è un punto di riferimento. In che misura gli affari siano illegali lo stabilirà la magistratura, ma di questo si tratta. E il megascandalo del porto di Imperia è il simbolo del corto circuito di questo sistema di potere. Tutto ciò ha già provocato a Imperia grandissimi guasti perché ha portato a scelte fondate sui vantaggi economici per i soliti pochi e non sull’interesse della città, come la vicenda del porto ampiamente dimostra. Ormai tutto ciò è evidente, non solo agli occhi degli italiani ma anche agli occhi degli imperiesi che riteniamo non siano più disposti a giustificare Scajola, 'l’enfant du pays', contro ogni evidenza. Perciò senza strumentalizzazioni elettoralistiche ma con sensibilità democratica è giusto sottolineare che le prossime elezioni saranno decisive per affermare il tramonto del sistema scajolano, se i cittadini imperiesi saranno convinti della necessità di cambiare finalmente e se lo schieramento di centrosinistra saprà conquistarsi la fiducia degli elettori".