"Riteniamo di non esprimerci sugli attuali esiti giudiziari della vicenda, anche perché siamo sicuri che se lo facessimo, immediatamente ci sarebbe chi, con ritornello ben conosciuto, replicherebbe con zelo che bisogna sempre attendere i tre gradi del giudizio e far valere la 'presunzione d'innocenza' e contesterebbe chissà quali 'speculazioni' o 'sciacallaggi'. Ma francamente non siamo più disposti a farci dare lezioni di garantismo da coloro che ne evocano i princìpi puntualmente ed esclusivamente a senso unico". Lo scrive Pasquale Indulgenza, ex capo gruppo PRC in Comune ad Imperia e del Comitato Politico Regionale PRC/FdS Liguria.
"La nostra è una valutazione politica - prosegue - ben distante da 'morali' sul sempre più difficile 'destino' di chi oggi si dà ad un impegno pubblico, come quelle che - non poco colpiti - stiamo già leggendo essere tratte addirittura da persone, che hanno ricoperto o ricoprono alti ruoli istituzionali, chiamate direttamente in causa per presunte responsabilità dalla magistratura inquirente. L'oggettiva gravità di questa intera vicenda, riguardante fatti intervenuti nell'ambito di grandi commesse pubbliche e rapporti internazionali con altri Stati, dovrebbe finalmente suscitare una riflessione di segno radicale presso tutti i cittadini, non solo quelli Imperiesi, intorno all'ormai impellente necessità di chiudere con una intera logica di sistema, che rivela criticità sempre più clamorose e pesanti non solo sul piano etico, ma anche su quello del suo intimo funzionamento strutturale, per riassumere, dopo decenni e decenni di passività e compiacenza verso i 'poteri forti', quel consapevole, vigile e incisivo protagonismo sociale necessario per ricostruire dalle fondamenta la nostra convivenza democratica e le sue regole. Bisogna che tutte le forme di degrado e corruzione del tessuto civile cui assistiamo siano finalmente discusse, col coraggio che serve, come la prima questione democratica delle nostre comunità. Le parole pronunciate dell'esponente del PdL Ranise, in questo senso, vengono ben incontro alla severità della nostra valutazione. Nel sostenere che sia sbagliato dare tutte 'le colpe' al centrodestra, egli giudica molto più articolata e approfondita di altre una nostra presa di posizione appresa a mezzo stampa. Lo ringraziamo per quanto ci riconosce nell'occasione, ma nel contempo ci chiediamo se quando dice testualmente che gli pare 'che problemi di trasparenza, opportunità e commistione politica-affari siano da imputare alle amministrazioni di centrodestra come di centrosinistra", si avveda che sta affermando che questi problemi, gravissimi, ci sono realmente, e non sono solo gli effetti di congetture o dicerie. Le "responsabilità dei singoli' devono essere tenute distinte, d'accordo, ma il suo ragionamento, se letto con attenzione, conferma in pieno che i fenomeni e i comportamenti in argomento sono concretamente presenti nel suo campo di riferimento e frequentazione (così come in altri ambienti) e vanno pertanto a costituire un problema gigantesco di malcostume e ingiustizia".
"Le 'responsabilità dei singoli' - termina Indulgenza - allora, sono in primo luogo quelle che in termini conseguenti si assumono nei confronti delle proprie formazioni e appartenenze, cominciando col dire apertamente "basta!" a modalità di agire pubblico inique e insopportabili. O aspettiamo che qualcuno venga a cambiarcelo dell'alto, il "sistema", e nel frattempo ce lo teniamo perché tanto possiamo dire che in fondo sono tutti un pò uguali e così pensare di trovare una giustificazione alla miseria della nostra situazione?"