Al Direttore - 10 ottobre 2012, 00:17

Bordighera: grande successo, sabato scorso, per l'apertura di 'Segnali di muro-journey into fragility'

Una lettrice, Silvia, ci invia il suo commento positivo dopo la partecipazione al'evento svoltosi sabato a Bordighera all'istituto Montale, "Segnali di muro - journey into fragility"

Una lettrice, Silvia, ci invia il suo commento positivo dopo la partecipazione al'evento svoltosi sabato a Bordighera all'istituto Montale, "Segnali di muro - journey into fragility"

"Per me  sabato 6 ottobre al montale è stata una bellissima giornata, intensa, emozionante, commovente e divertente. Viva la sperimentazione scuola multi funzionale - spazio espositivo aperta al territorio! per la prima volta ho visto camminare e giocare  ragazzi e bambini nel parco della scuola che normalmente è assurdamente chiuso..gli artisti in mostra hanno interagito con i ragazzi, tutti i presenti hanno partecipato, Gianni era tra noi! i musicisti sono stati bravissimi e anche il vice preside ha ballato;-). addirittura i vigili hanno voluto conoscere e complimentarsi con Clet Abraham ...il muro sta crollando, anche grazie ai segnali..." questa la prima impressione, scritta a caldo dopo la giornata di apertura dell'evento, da condividere con gli amici che hanno partecipato attivamente a quella che si è trasformata in una bellissima festa da vivere in ricordo di Gianni Petrognani, scomparso il primo marzo del 2012, quando era dirigente del Fermi Polo Montale e dell'IPSIA di Imperia, un uomo eccezionale, dotato di grande visione, capacità e passione. Segnali di muro è la sezione a lui dedicata, che include le immagini scattate ai graffiti del muro di Berlino, con la moglie Danielle, durante un viaggio in moto del 2009. una parte di muro è ora sulle vetrate del Montale, accompagnata dal video che ripercorre quel viaggio, punteggiata dalle emozionanti poetiche parole del figlio Claude, che ha voluto concedere  il suo testo "partenza". Poi ci sono i segnali di Clet Abraham, che è intervenuto e ha partecipato per tutto il giorno, elaborando con il pubblico presente i segnali appesi ai pini e ai pali  di legno che ora creano un inedito percorso espositivo all'aria aperta del parco del Montale, spazio mai sfruttato e che ora speriamo diventi luogo di aggregazione e di scoperta per i nostri ragazzi e per tutti. La scuola diventa un laboratorio sperimentale che si apre all'esterno, creando tra il "fuori" e il "dentro" un flusso di scambio continuo di esperienze e progetti. Questa era senz'altro un'idea principe di Gianni Petrognani. La spazio del Montale, che si presta in modo straordinario alla multifunzionalità, può diventare un "lieu unique" di aggregazione culturale; si fa più bello e più stimolante e in cambio chiede rispetto alle persone che lo frequentano: allievi, insegnanti, collaboratori, pubblico esterno. la scuola  vuole diventare ecologica, vuole invertire la tendenza che vede i suoi spazi maltrattati e degradati. A questo proposito, l'altra sezione della mostra "journey into fragility", presentata dall'artista Maria Rebecca Ballestra cade a pennello, perché si ispira al Manifesto di Arenzano, redatto dal filosofo Massimo Morasso, che ha concepito 12 articoli-tesi per invertire la tendenza in atto della crisi ambientale globale, quindi il futuro dei nostri ragazzi.  E' una sfida che cercheremo nel nostro piccolo di portare avanti, nonostante la drammatica e crescente carenza di risorse del comparto scuola".

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