“Questa mattina, leggendo un relativo al futuro dei 47 dipendenti di Bar e Ristorante, siamo rimasti esterefatti dalle dichiarazioni dello Snalc-Cisal ‘in questo momento ci preoccupa molto il futuro dei 47 lavoratori di bar e ristorante interni dipendenti della ditta Moraglia, visto che nell'ambito della ricerca di un nuovo gestore del servizio non compare più la garanzia del mantenimento di tutti i posti di lavoro’.
Lo scrive il direttivo dell’Slc-Cgil di Sanremo che prosegue: “Ad inizio 2012, durante i primi incontri per il rinovo del CCL per i dipendenti del Casinò, ad una nostra richiesta di introdurre un meccanismo di tutela per tutti i lavoratori in appalto (bar, ristorante, vigilanza, pulizie e servizi collaterali) da noi definito come “contratto di sito”, che avrebbe consentito a quei lavoratori di avere quelle tutele e garanzie di continuità lavorativa che il loro C.C.N.L. non prevede, proprio lo Snalc-Cisal, (manco fosse stata la nostra controparte) ha dichiarato che ‘quello non era il momento’... Da quel momento in poi, insieme a Cisl e Uil di settore, abbiamo effettuato incontri con la Casinò SpA per i dipendenti del Bar e Ristorante che hanno prodotto, come risultato finale, l'inserimento nel bando di affidamento il vincolo, per chi subentra, di assumere tutto il personale impiegato dalla gestione uscente. Tutto ciò si può facilmente verificare a pagina 48 e 49 del bando al seguente link. Tra l'altro, non riusciamo a comprendere cosa voglia intendere lo Snalc-Cisal quando afferma che, per i lavoratori del Bar e Ristorante ‘sono disponibili a concordare contratti in deroga’. Ci sorge il dubbio che vogliano far applicare il CCNL del Turismo sottoscritto da loro che è peggiorativo di quello firmato da Cgil, Cisl e Uil sia nella parte normativa che in quella economica. Un paio di esempi per tutti: la paga contrattuale lorda mensile di un 4° livello (livello medio) nel CCNL firmato da Cgil, Cisl e Uil è di 1.442,69 mentre nel CCNL firmato dalla Cisal è di 1.239,00; il CCNL firmato dalla Cisal prevede 13 mensilità annuali contro le 14 previste dal CCNL di Cgil, Cisl e Uil, e per coloro che volessero approfondire l'argomento, e verificare le ulteriori differenze al ribasso, possono leggersi l'intero CCNL della Cisal al seguente link. Prendendo spunto dalle parole del Presidente del Consiglio, Marco Lupi, che potremmo anche condividere, “se negli anni scorsi c'è stata una gestione del Casinò consociativa e dannosa, voi dirigenti sindacali ne siete stati complici e vi dovete dimettere”, ci preme sottolineare che da sempre l'Slc-Cgil ha denunciato questa anomalia all'interno della Casa da Gioco. Lo abbiamo fatto attraverso documenti e comunicati pubblici, ma soprattutto lo abbiamo messo in pratica non firmando accordi come quello sulla riorganizzazione delle sale da gioco del dicembre 2010, solo da noi non sottoscritto, che anziché perseguire gli obiettivi sbandierati, (aumento di produttività, razionalizzazione dei servizi e delle risorse interne dirette a migliorare i servizi alla clientela) si è semplicemente risolto nel riconoscimento di prebende economiche con ingente aggravio dei costi aziendali (circa 2000.000 € annuali) senza nessuna ricaduta produttiva. Riteniamo anche doveroso precisare al Presidente Lupi che l'attuale incidenza del costo del lavoro pari al 60% è frutto del vertiginoso calo d'incassi, e se si continua di questo passo, ben presto si arriverà anche al 100%! A nostro avviso, la cura per i mali della Casinò SpA non passa attraverso il taglio degli stipendi come propone qualcuno, ivi compreso lo Snalc-Cisal, ma attraverso l'aumento degli incassi e la riorganizzazione e razionalizzazione delle risorse interne. Quello che si dovrebbe fare nell'immediato, oltre ad un vero e credibile “Piano d'Impresa” è mettere in campo proposte che vadano ben al di là di una superficiale navigazione a vista”.
“Riteniamo indispensabili – termina il sindacato - investimenti mirati al rilancio ed al sostegno di quei comparti di gioco che prevedono ancora la figura dell’uomo nello svolgimento della propria mansione. Riteniamo anche che essere ‘Casinò’ non significhi esclusivamente gioco d'azzardo, ma anche offerta in termini di eventi collaterali di grande prestigio al fine di dare migliore accoglienza e soddisfazione alla clientela, oramai sempre più esigente, puntando su diversificazione e qualità. E’ dimostrato, anche da noi, che eventi mondani, quando ben organizzati, offrono soddisfacenti risultati in termini economici. Bisogna insomma fare un grande salto culturale perché Casinò significa una grande realtà economica della città, un “bene comune” patrimonio di una comunità e non solo di ‘alcuni’, alla quale tutti dobbiamo rendere debito conto con consapevolezza e trasparenza”.