Un altro nostro lettore, P.F., ci ha scritto per intervenire nella discussione su piazza Bresca:
"Non è intolleranza a voler tranquillità in piazza Bresca e altrove nelle notti sanremesi perché il voler la pace e non il rumore assordante di cafoni che credono di poter far tutto in nome delle vacanze estive al mare a dispetto di 'qualche decina di persone' ivi dimoranti in piazza Bresca e dintorni come se questi abitanti avessero il dovere di subire il frastuono prodotto da questi sottostanti frequentatori ricolmi di bevute, qualcuno anche forse di droga e non avere il diritto di vedersi in pace la TV per la quale pagano un canone. I codici civile e penale non vanno in ferie a causa delle vacanze (disturbo della quiete, del riposo delle persone, delle attività, della salute di chi potrebbe anche non stare bene dai piccoli agli anziani). Questo dovrebbero sempre tenerlo presente i Tutori dell'ordine nonché le Autorità comunali. Ultimo residuo di sabato sera: una vomitata alla base della scaletta di piazza Sardi che neanche il furioso temporale è riuscito a lavare, magari dopo un lauta e costosa cena. Il divertimento dovrebbe arrecare gioia alle persone e non gozzoviglie che imbruttiscono. Le musica è melodia piacevole di suoni che fanno gioire e ricordare e non frastuono che di musica non ha nulla se non rompere i timpani a tutti. E tutto senza menomare il lavoro degli addetti alla ristorazione salvaguardando il lavoro di tutti. Basta usare parsimonia. La vacanza concessa ai lavoratori dopo un anno di lavoro deve servire al riposo dei medesimi e non a gozzovigliare stancandosi più del lavoro. Invece oggigiorno si interpretano le vacanze con tutto meno che il riposo, il rilassamento in modo da poter affrontare un altro anno di lavoro".