Attualità - 27 luglio 2012, 13:36

Turismo a picco a ponente: -200 mila presenze in dieci anni, maglia nera Bordighera (-180 mila), segue Ventimiglia

Tendenza contrapposta, invece, nei borghi dell’entroterra e delle città più piccole che registrano un incremento di presenze. Capofila di questo andamento è Vallecrosia: la città della famiglia ha fatto segnare, nello stesso arco di tempo, un aumento di quasi 12 mila presenze.

Sono anni difficili per il comprensorio intemelio dell’estremo ponente. Dopo le vicissitudini politico-amministrative, con due scioglimenti per mafia della due città più rappresentative e a vocazione turistica, Ventimiglia e Bordighera, arriva la mazzata anche sul fronte delle presenze turistiche. Nel giro di 10 anni il crollo delle presenze turistiche nelle città più grandi è stato vertiginoso. In totale il calo di affluenza turistica sull'intero comprensorio intemelio è di 201.645 presenze, dal 1999 ai giorni nostri. E’ quanto emerge dall’indagine condotta dal Comitato Saint Charles di Bordighera avvalendosi dei dati Atp e dell'Ufficio Turistico della Provincia.

Maglia nera di questo flop turistico è Bordighera, che dal 1999 allo scorso anno ha perso più di 180 mila presenze: si è passati da 430.068 presenze nel 1999 a 248.521 dei giorni d'oggi con un segno meno di 181.547. Calo netto anche per la città di confine: Ventimiglia è passata, infatti, da 137.888 presenze nel 1999 a 121.495, con una diminuzione di 16.393.  Camporosso ha perso mille presenze ogni anno: da 28.353 il segno meno è stato di 9.214, arrivando alle 19.139 presenze del 2010.

Tendenza contrapposta, invece, nei borghi dell’entroterra e delle città più piccole che registrano un incremento di presenze. Capofila di questo andamento è Vallecrosia: la città della famiglia ha fatto segnare, nello stesso arco di tempo, un aumento di quasi 12 mila presenze: da 17.923 a 29.784. 

Segno più anche per Dolceacqua che ha raddoppiato le presenze: da 3.957 si è arrivati a 7.541 presenze annue. Duplica le presenze anche Perinaldo: da 736 a 1.730. Tendenza simile quella di Castel Vittorio e Apricale che sono passate rispettivamente da 736 a 1.730, e da 1.527 a 2.664, presenze all’anno. Bene Isolabona il cui aumento è stato di quasi 1500 presenze annue (1.479 per l’esattezza).

Il quadro illustrato, per sommi capi, oltre a fotografare una situazione critica che risente indubbiamente della congiuntura economica degli ultimi anni, testimonia anche che le politiche di valorizzazione del territorio laddove attuate  –  come detto l’entroterra e Vallecrosia ben inquadrano questo trend – hanno prodotto risultati di rilievo, quanto meno sotto il profilo numerico. 

Renato Agalliu