Politica - 20 luglio 2012, 19:46

Accorpamento provincia Imperia con Savona, il presidente Sappa: "Rimanere a gestire una situazione in cui si è spettatori passivi non ha molto senso"

La provincia non è uno scatolone che si può spostare di qua e di là, sono persone che lavorano che hanno una professionalità e che hanno le loro famiglie. Come si fa di punto in bianco a smantellare tutto questo?

Il presidente della Provincia di Imperia, Luigi Sappa, commenta il provvedimento del Governo che ha decretato l'accorpamento della Provincia di Imperia con quella di Savona.

“Oggi – spiega il presidente Sappa - è uscito questo provvedimento del Governo il quale fissa due parametri: 2500 km² e 350 mila abitanti. Imperia, Savona e La spezia non hanno questi parametri. La Provincia di La Spezia dovrebbe rientrare nell'emendamento che riguarda le province che confinano con province di altre regioni e con un'area metropolitana. La Spezia confina con Massa, Carrara , Parma e l'area metropolitana di Genova. Noi con Savona, il Piemonte e la Francia.

Abbiamo inviato a tutti i nostri parlamentari della Liguria la raccomandazione per la Provincia di Imperia, che confina con uno Stato estero, affinché sia salvaguardata. Bisogna arrivare inevitabilmente all'accorpamento con Savona che non ha requisiti (280 mila abitanti e 1700 km² ). Dunque credo che si andrà verso l'area metropolitana di Genova, la provincia di ponente e di levante. Sarà comunque il C.A.L. (Consiglio autonomie locali) ad esprimere il parere insieme la regione sugli accorpamenti.

La cosa che ci preoccupa di più sono le funzioni. Chi svolgerà le funzioni che un domani la Provincia non svolgerà più? La provincia si dovrà occupare di: ambiente trasporti e viabilità.

Tutte le funzioni del mercato del lavoro, le scuole, la difesa dei fiumi chi le farà? Secondo la legge le funzioni saranno assegnate ai comuni. Credo che alcuni comuni avranno serie difficoltà a gestire scuole e torrenti. E il personale dell'Ente Provincia? La provincia non è uno scatolone che si può spostare di qua e di là, sono persone che lavorano che hanno una professionalità e che hanno le loro famiglie. Come si fa di punto in bianco a smantellare tutto questo?

Probabilmente dovranno seguire le funzioni a loro assegnate. Noi abbiamo fatto le macro strutture cercando di accorpare i settori come hanno fatto a Genova. Si parla di “spending review”, ma che cosa risparmiamo? Andiamo a scardinare un sistema che ha una storia più vecchia dell'Italia e che ha un grande patrimonio. Mi sembra una riforma che segua quella concezione di partenza: facciamo pagare le Province.

Lunedì abbiamo programmato un incontro con il presidente di Savona, con il commissario di Genova e con quello di La Spezia per tracciare un percorso.

Mi pare che rimanere a gestire una situazione in cui si è spettatori passivi non abbia molto senso.

Si dimetterà?

Credo che sia un atto di codardia in questo momento ma se non ci sono le condizioni mi sembra inutile rimanere sulle barricate. Noi dobbiamo fare sino in fondo il nostro lavoro di sensibilizzazione e poi confrontarci per vedere le soluzioni possibili. La Procincia è una vittima predestinata”.  

Gabriele Piccardo