Attualità - 04 luglio 2012, 14:20

Sanremo: salta la convenzione per gli esami di risonanza magnetica alla Cedim. Caloia "Non siamo competitor"

Si tratta della Cedim, noto centro di diagnostica per immagini di via Helsinore, attrezzato di tutte le moderne tecnologie e senza barriere architettoniche, accreditato dalla Regione dal 2007 all'erogazione di alcune prestazioni sanitarie.

Giulio Caloia

Quando aumentano i tempi di attesa per visite ed esami negli ospedali, la collaborazione con le strutture private convenzionate diventa fondamentale. A Sanremo, una di queste strutture, ha smesso di erogare prestazioni di diagnostica radiologica per conto del Servizio Sanitario Nazionale dopo il mancato rinnovo del contratto con Asl 1 Imperiese a fine dicembre 2011.

Si tratta della Cedim, noto centro di diagnostica per immagini di via Helsinore, attrezzato di tutte le moderne tecnologie e senza barriere architettoniche, accreditato dalla Regione dal 2007 all'erogazione di alcune prestazioni sanitarie.

A monte del mancato accordo ci sarebbe la variazione dei termini contrattuali sotto il profilo economico avviata nel corso degli ultimi anni. Una variazione divenuta insostenibile per una struttura privata il cui fatturato si basa sulle prestazioni di risonanza magnetica e radiologia tradizionale. “La Cedim è sempre stata disponibile a fare queste prestazioni necessarie all'Asl a patto che venissero controbilanciate da un importo accettabile di prestazione di risonanza magnetica – afferma il presidente e amministratore delegato Cedim, Giulio Caloia - Di fronte ad un'indisponibilità di risorse da parte dell'Asl, la Cedim ha evidenziato che era l'unica struttura ad aver subito i tagli in tutta la provincia di Imperia. L'importo è stato ridotto a 250mila euro quasi esclusivamente di radiologia tradizionale o per lo meno per la metà”.

Un tetto troppo basso per garantire la copertura dei costi di una struttura complessa con oneri di manutenzione di circa 1 milione di euro all'anno. “A settembre 2011, la Cedim, pur consapevole che sarebbe stata una grossa perdita e, al fine di uscire da periodo di crisi - aggiunge Caloia - aveva offerto di continuare con gli stessi importi contrattuali degli anni precedenti con un sconto aggiuntivo che sarebbe stato praticato eseguendo numero superiori di esami, ma la Asl ha risposto di non essere interessata. Non esistono strutture in tutta Italia della tipologia della Cedim con apparecchiature pesanti che non abbiano almeno contratti superiori al milione di euro perché questo non ne rende possibile la sopravvivenza per costi e altre motivazioni”.

La vera emergenza rimane però la necessità di soddisfare le richieste di prestazioni, contenendo i tempi di attesa, secondo Caloia, già oltre i limiti fissati dalla normativa regionale e nazionale nonché arginare il fenomeno della 'fuga' dei pazienti verso altre Regioni. “La Cedim non ha mai voluto sfruttare la difficoltà generata dalle lunghe attese dell'Asl per aumentare la quantità di pazienti privati – ha ribadito Caloia - Questo perchè riteniamo che la nostra struttura debba essere un servizio pubblico e non debba speculare sulle difficoltà della popolazione e dei malati al fine di avere dei servizi indispensabili per la salute. I cittadini di Sanremo e comuni limitrofi per ottenere prestazioni si avventurano nei viaggi della speranza. Significa fare circa 300 km, con disagi per le persone malate e l'impossibilità per altre categorie come gli anziani e persone sole di poter raggiungere quei centri”.

Un fuga che, sempre secondo Caloia, causerebbe anche un grave danno economico per la Regione Liguria. “Le risonanze effettuate dai nostri concittadini in Piemonte costano a Regione Liguria il 40% in più che se fossero effettuate sul territorio. Per ogni esame che la Cedim non può eseguire abbiamo pazienti che non possono curarsi, pazienti che intraprendono viaggi a proprie spese e maggiori costi per ogni singolo esame che vanno dai 30 ai 50 euro a carico della Regione. Parecchie di queste strutture in regione Piemonte, pubblici ospedali, hanno esternalizzato il servizio ad una società privata. Non vi è solo la perdita a livello di compensazione interregionale ma esiste anche qualcuno che ne beneficia della mancata offerta in Regione Liguria”.

“La Cedim - ha concluso Caloia - vorrebbe poter svolgere l'attività a sostegno dei malati per cui è nata e per cui esiste. Non è volontà della Cedim creare contenziosi, dovremmo essere partner invece siamo visti come competitor. La mancata convenzione non è solo una perdita economica per noi, ma lo è soprattutto per la cittadinanza in termini di risorse e salute. Di fronte ai tempi di attesa, la gente deve trovare una soluzione, ma se lo possono permettere solo quelli che possono muoversi e sono fortunati”.

 

Silvia Iuliano