“Abbiamo avuto 11 manifestazioni di interesse per la gestione del 'Borea', 9 di queste si sono prequalificate. Sta partendo la lettera di invito per la gara finale della selezione del gestore ed entro la prima decade di luglio avremo probabilmente l'esito di questa procedura. La Fondazione punta al reinsediamento degli ospiti in un ambiente del tutto rinnovato prima del 20 dicembre 2012”. Così, questa mattina, il commissario straordinario della casa di riposo matuziana, Paolo Caldani, ha illustrato alla commissione 'Sanità' in Comune a Sanremo, una relazione sugli sviluppi della gestione della struttura finita al centro dello scandalo per maltrattamenti agli anziani.
A tre mesi dall'inizio del suo mandato, Caldani, ha fatto il punto sul futuro del Borea e sul bando indetto per l'individuazione di un partner privato nella gestione della residenza. Entro metà luglio infatti potrebbe essere definito il nome dell'impresa o cooperativa che, alle condizioni pattuite, prenderà in gestione la struttura matuziana. Al momento i soggetti in gara sono nove, tra queste alcune realtà liguri e comunque entro i confini nazionali. “Si tratta di grosse cooperative con dimensioni economiche ed esperienze tecniche di tutto rispetto – ha sottolineato Caldani – basta considerare che nei requisiti era richiesta la gestione di due case di riposo da 50 ospiti”.
Una volta individuato il soggetto, la prerogativa saranno i lavori di arredo della camere e risistemazione atrio, reparti e accesso esterno per circa 260 mila euro più Iva, lavori indispensabili e carico del nuovo gestore per poter riaprire la struttura che, riprenderà la sua attività con 42 posti accreditati dalla Asl. “Il gestore che subentrerà, prima di attivare la struttura dovrà effettuare a sue spese lavori che sono già stati oggetto di nostra perizia per circa 260 mila euro più Iva – ha confermato Caldani - Ci sarà la possibilità di ulteriori 7 camere nuove però se il gestore aderisce alla formula di finire i relativi lavori”.
Confermata la destinazione di una parte della struttura ad uso 'Hospice' in accordo con l'Asl per una decina di posti letto. Un trasferimento necessario che consentirà un minimo di entrate alla Fondazione, circa 70mila euro annui di canone oltre le spese per i lavori. Tra le altre possibilità di entrata, oltre al canone di gestione potrebbero derivare dalla vendita di posti auto del parcheggio (circa 84 posti macchina che potrebbero rendere dai 500 ai 600 mila euro), alla messa all'asta dei volumi antistanti l'edificio (circa 200mila euro) e qualche piccola donazione. “Queste ipotesi verranno vagliate dal comune e organi competenti ma servono per la ripatrimonializzazione della Fondazione. Queste entrate si dovranno tradurre in miglioramenti dell'edificio, azioni conservative, rinnovamenti strutturali altrimenti fra 5 o 6 anni siamo d'accapo” ha sottolineato Caldani.
Con l'affidamento della gestione tornerà al lavoro anche il personale, attualmente sono 7 dipendenti ma uno andrà a breve in pensione, che quindi verrà completamente assorbito dalla cooperativa. Eventuali subappalti riguarderanno solo le opere di manutenzione, il servizio pulizie e lavanderia. Prosegue dunque il cammino di rilancio sul mercato della struttura da parte dell'ente che, a sei mesi dallo scandalo guarda al futuro con maggiore ottimismo. A pesare ancora, oltre alla necessità del rilancio dell'immagine della struttura sono soprattutto i debiti pregressi verso le banche e fornitori. L'obiettivo sarà comunque quello di una gestione globale e non più diretta del Borea, “La Fondazione rimane un potere di controllo, incentrato sul contro di qualità. Quello sanitario spetterà alla Asl quello sociale lo eserciteranno anche i servizi sociali del Comune” ha ribadito Caldani.
La commissione riunita in via non ufficiale, a causa del mancato numero legale, ha espresso la soddisfazione e il plauso nei confronti del commissario e sul lavoro svolto. “E' stato un lavoro difficile ma costruttivo – ha ricordato il presidente della commissione Marco Mauro – pochi mesi fa eravamo nel baratro più profondo ora si intravvede uno spiraglio. Ci teniamo che questa fondazione riparta”.
“Mi auguro solo di poter portare a termine felicemente il mandato e il reinsediamento degli ospiti in un ambiente rinnovato prima del 20 dicembre a lavori terminati – ha concluso Caldani - La gente percepisca che c'è stato un effettivo rinnovamento. L'apprezzamento più grosso sarà vedere che il Borea risorgerà alla grande e io tornerò a fare il cittadino come ho sempre fatto”