La giornata di ieri ha visto i volontari della colonna mobile della Regione Liguria che si trovano al campo di San Biagio, comune di San Felice sul Panaro, impegnati nelle operazioni di allargamento della struttura da loro gestita, poiché la fortissima scossa di ieri, che ha provocato 17 vittime, ha imposto l’evacuazione di numerose ulteriori strutture. Le operazioni si sono concluse ieri notte e verranno ultimate con tutta probabilità nella mattinata di domani per consentire l’ingresso di nuovi ospiti, con l’arrivo delle ultime tende dai poli regionali, e dall’installazione di una seconda cucina da campo gestita dai volontari della provincia di Piacenza.
Nel campo ognuno è disponibile a qualsiasi mansione, dalla più qualificata alla più umile; in questa realtà in cui c’è solo tempo per le cose essenziali ogni ruolo acquisisce la stessa importanza, ecco perché psicologi montano le tende, dirigenti della Regione puliscono i wc, laureati, diplomati e semplici operai svolgono insieme tutte le mansioni che via via si rendono necessarie. Alla sera, quando finalmente ci si ritrova tutti insieme si ride e si scherza di tutte le piccole disavventure della giornata, momento impagabile che ti ricarica per quello che verrà.
Oggi si è completato l’ampliamento del campo della Regione Liguria nelle zone colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio. La terra continua a tremare. Nella nostra piccola oasi è ospitato un mondo intero, sono ben 13 le nazionalità presenti, ognuno con la propria cultura ma tutti con un grande rispetto reciproco ed una comprensione del momento che si sta vivendo. Convivono ben 6 religioni diverse che condividono un unico menu e le stesse regole e orari del campo. "E’ un’esperienza unica - scrivono gli imperiesi impegnati in Emilia - e, dimenticavamo… tra gli ospiti del campo abbiamo anche 4 cani e un coniglio! Nei viaggi per gli approvvigionamenti ci si rende conto di cosa è successo intorno al nostro campo e la distruzione che ha colpito questi piccoli comuni. Una fila di camion televisivi e di telecamere pronte a cogliere l’attimo del crollo alla prossima scossa ci fanno rabbrividire, non ci danno certo l’idea che siano li per aiutare qualcuno".
(Nelle foto alcuni momenti del lavoro di ieri ed oggi e la devastazione del terremoto in Emilia)