“La nostra organizzazione non ha sottoscritto l'accordo per l'incentivo all'esodo volontario dei dipendenti non perché, come qualcuno in azienda insinua, gli importi che saranno corrisposti a coloro cesseranno il servizio anticipatamente non sono congrui. Gli importi, non solo sono adeguati ma, contrariamente a quanto sostenuto anche pubblicamente dal Presidente della Casinò S.p.A. che non avrebbe mai più concesso ai dipendenti i privilegi del passato, sono addirittura superiori agli importi corrisposti per l'incentivo all'esodo del 2008”: è quanto comunica Lorenzo Semeria il segretario della sezione matuziana dello Snalc (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Case da Gioco).
“Il Presidente della Casinò S.p.A – prosegue Semeria - che ci accusa di difendere i privilegi dei dipendenti e che accusa i Commissari prefettizi di aver concesso aumenti di stipendi e quant'altro pur di mantenere il quieto vivere, dopo la firma dell'accordo dubitiamo che possa fare ancora queste accuse in futuro. Non abbiamo firmato l'accordo principalmente per tre motivi.
Il primo motivo deriva dal fatto che l'accordo non lega l'incentivo all'esodo volontario dei dipendenti a un piano concreto di riorganizzazione aziendale finalizzato alla riduzione dei costi del personale. L'attuazione dell'accordo, senza la riorganizzazione aziendale e senza l'introduzione nel contratto collettivo degli strumenti di flessibilità previsti dalla legislazione del lavoro, produrrà scarsi risultati sul piano della riduzione dei costi e una maggiore inefficienza dell'organizzazione del lavoro.
Il secondo motivo è che non siamo d'accordo che vengano chiesti al Comune, e quindi alla collettività, 1.300.000 Euro per l'incentivo all'esodo volontario dei dipendenti. L'incentivo all'esodo deve essere finanziato con le risorse certe derivanti dagli accordi sindacali sull'accantonamento straordinario aziendale. Il terzo motivo è dovuto al fatto che l'ammontare dell'accantonamento straordinario aziendale alla data del 31.12.2011 non è di 600.663,92 Euro ma, in base agli accordi sottoscritti tra la Casino Spa e le organizzazioni sindacali, deve essere invece di 1.100.000 Euro. Le spiegazioni della Direzione Aziendale sulla somma mancante sono confuse e inaccettabili e, per quanto ci riguarda, la somma mancante dovrà essere versata nell'accantonamento straordinario. Con tale somma e con gli accantonamenti previsti per gli anni 2012-2014 si arriverebbe ad una somma complessiva di 1.700.000 Euro. Somma sufficiente a incentivare i dipendenti che hanno fatto e che faranno domanda di cessazione anticipata dal lavoro nel 2012.
Abbiamo invece sottoscritto la revisione del regolamento del fondo di accantonamento straordinario aziendale, di cui siamo stati i principali fautori, perché è stato mantenuto l'impianto originario”.





