Il direttivo del Circolo di Rifondazione Comunista a Diano Marina fa alcune considerazioni sulla serata svoltasi ieri sera al Politema di Diano Marina "Giacomo Chiappori un anno dopo..."
"Riportiamo alcune considerazioni sul “Chiappori Show” tenutosi ieri sera al Politeama Dianese, serata durante la quale pareva di essere in una grande tabaccheria il cui titolare, noto venditore di fumo, si esibiva nel proprio autoincensamento.
Alcuni nodi, però, vengono finalmente al pettine.
1) Non esiste più il porto faraonico.
Questa è stata una lunga ed impegnativa battaglia ventennale del Circolo Dianese di Rifondazione Comunista.
Non abbiamo però ben compreso se questa amministrazione, che si dice intenzionata ad una ristrutturazione dell’attuale approdo realizzando parcheggi anche sotterranei, voglia copiare i parcheggi “ad acqua” del porto di Imperia, i famosi “posti barca interrati”.
2) Il depuratore, questo sconosciuto.
Probabilmente questo progetto sta correndo il rischio di prendere fuoco, talmente caldo è il problema. Il vero rischio è che finisca in fumo, e che i liquami tornino ad allietare l’estate dei (pochi, in quest’anno di crisi) turisti.
3) Riqualificazione sottopasso e ripristino alveo del torrente.
La dichiarazione del sindaco è quella che dovrebbe avvenire entro fine anno, non è però dato a sapere a quale anno si riferisse. Attenderà forse gli esiti della profezia Maya?
4) Dismissione ferroviaria.Su un aspetto di questa vi è stata reticenza: quando Area24 avrà finito il lavoro sarà il comune che si dovrà accollare la gestione del percorso. Siamo a conoscenza di comuni che, per occuparsi della manutenzione di tali aree, sono gravati da ulteriori buchi di bilancio.
5) Raccolta differenziata.
La vera nota dolente del Chiappori Show è stata la raccolta differenziata.
Si continua a preferire lo stoccaggio in discarica alla possibilità concreta di risparmio per il comune e per i cittadini attraverso una vera raccolta che possa consentire di ridurre drasticamente il conferimento in discarica dei rifiuti.
I costi sia di smaltimento in discarica che di un eventuale (a detta dell’assessore Bregolin) conferimento ad un inceneritore di prossima costruzione, sarebbero comunque talmente elevati che saremmo costretti a vedere le bollette di tale servizio lievitare ulteriormente. L’unica strada percorribile è la raccolta “porta a porta” con l’obiettivo di “rifiuti zero”, proposta più volte presentata da Rifondazione Comunista su tutto il territorio del Golfo Dianese, mai recepita dagli amministratori, siano oggi di Diano Marina come ieri di Villa Faraldi.
L’accordo capestro proposto dal Comune capofila Imperia e votato da quasi tutti i comuni del territorio interessato, e Diano Marina è tra questi, prevede che, in caso di aumento di raccolta differenziata e di conseguenza minor stoccaggio in discarica dei rifiuti (ricordiamo che lo stoccaggio viene pagato a peso portato a tale impianto), la minor spesa verrebbe incassata dalla ditta che eroga il servizio e non dai cittadini o dal comune che la differenziata la attuano concretamente.
Nel malaugurato caso poi che si trattasse di un inceneritore il rischio sarebbe che per poter funzionare, essendo un impianto tarato su una popolazione di molto superiore a quello della nostra provincia, altrimenti non potrebbe produrre utili, e vi potrebbe essere la necessità di recuperare rifiuti da altre provincie pagando sempre noi il costo del funzionamento dell’intero impianto.
6) I “beni alienabili”.
Su di ciò non si è spesa una parola, forse perché una delibera è già stata votata in consiglio comunale, (come direbbe Chiappori: “Già fatto”), e corrono voci che sia in atto la vendita dell’asilo di Diano Gorleri. Su questo tema ci sorge spontanea una domanda: risponderanno al vero queste voci?
7) Plesso scolastico.
Siamo sempre favorevoli alla realizzazione della nuova edilizia scolastica, esigenza che già più volte ci ha visto concordare con l’amministrazione Chiappori.
Ci preoccupa un poco, piuttosto, la speculazione edilizia che si vuole realizzare in via Biancheri per assicurare la copertura finanziaria dell’operazione la quale, se insufficiente, sarebbe unita al rischio di vendita di Villa Scarsella.
Altro motivo di perplessità è il nuovo carico della viabilità che andrà a intasare la già satura via Cesare Battisti.
Rimaniamo in attesa della prossima puntata del “Chiappori Show” per sapere come si evolveranno le cose. Nel frattempo terremo gli occhi bene aperti come al solito".
Il Direttivo del Circolo Dianese