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Politica | 22 maggio 2012, 09:21

Costarainera: Rifondazione Comunista sulla vendita del Barellai e del palasalute a Porto Maurizio

Costarainera: Rifondazione Comunista sulla vendita del Barellai e del palasalute a Porto Maurizio

"Da un lato si svende ed è il caso del padiglione Barellai, ottima posizione sul mare e dunque appetibile, dalla cui alienazione sarebbe previsto un introito di 9 milioni di euro e dall'altra parte si vuole costruire un palasalute a Porto Maurizio dal costo di non meno di 14 milioni di euro! Per il Palasalute di via Acquarone non si poteva scegliere un sito peggiore: al di sopra del tratto coperto del rio Artallo (e ricordiamoci che cosa è successo recentemente a Genova per aver coperto i torrenti!) in area esondabile di fascia A a medio-basso rischio; difficile da raggiungere con l'attuale viabilità; occuperebbe l'intero  parcheggio attualmente utilizzato dai residenti".

Lo scrive Rifondazione Comunista che prosegue: "Da tempo denunciamo il fatto che nella nostra provincia mancano circa 200 posti letto tra letti di riabilitazione (RSA) e letti convenzionati di RP ( residenza protetta ) a fronte anche di un insufficiente numero di posti letto per acuti in progressivo calo rispetto a quanto previsto dal piano sanitario regionale. Ne derivano gravi disservizi quali il sovraaffollamento dei Pronto Soccorso  e dei reparti per acuti . Ma siamo fermamente contrari a reperire questi posti unicamente nelle case di Riposo pagando fior di convenzioni . E ci riferiamo a quanto si ipotizza circa il destino dei 10 letti dell'Hospice per malati terminali da sistemare alla casa di riposo Borea di Sanremo recentemente sgomberata dalla magistratura inquirente per maltrattamenti a carico degli ospiti. Ci sembra un regalo, forse per appianare i noti problemi di bilancio del Borea. Noi pensiamo che sia i 60 pazienti della RSA  che i 10 pazienti dell'Hospice,  attualmente al Barellai di Costarainera , debbano essere spalmati non in strutture accreditate ma nei tre presidi ospedalieri. Questi  malati , spesso affetti da patologie multiple (comorbidi), necessitano di assistenza e presidi sanitari di un certo livello  e non possono più stare isolati come adesso. Le Case di Riposo (generalmente strutture antiche e monumentali) non possiedono tutti quei presidi clinici (ad esempio erogatori di ossigeno e aspiratori a parete, saturi metri, monitor multiparametrici , ecc.) . Inoltre anche i medici sono  presenti solo poche ore al giorno senza disporre di medici reperibili o di  consulenti specialisti  invece presenti all’interno di un presidio ospedaliero. Visto il progressivo decremento di posti letto nei tre presidi ospedalieri  (ora giunto ben al di sotto delle 600 unità) gli spazi non mancherebbero. Con pochi lavori  e dunque ben poco denaro si creerebbero gli spazi necessari  in tutti e tre i presidui della provincia. In particolare in quello di Imperia  si libererà un'intera ala del pad. B appena saranno finiti i lavori di ristrutturazione della Neurologia; inoltre c’è un’ala del 5° piano del pad. A (che era destinata alla degenza 'a pagamento') completamente ristrutturata di tutto punto e  da tempo inutilizzata".

"A Bordighera invece - termina Rifondazione - dopo le tante promesse fatte per compensare chiusure e trasferimenti, non si sa ancora nulla del nuovo corpo di fabbrica dal costo di oltre 4 milioni di euro, mentre è ben chiaro che dopo la perdita della chirurgia e della subintensiva , il Pronto Soccorso è stato ovviamente declassato a Punto di Primo Intervento. La scelta prospettata di spostare nelle Case di Riposo i 60 posti RSA di Costarainera e i 10 posti dell’Hospice, con ingenti spese di denaro pubblico per pagare fior di convenzioni, rappresenta una palese cattiva gestione delle risorse  soprattutto in questo periodo di crisi economica generalizzata. Soli come altre volte nel  difendere un più congruo  standard di salute per i pazienti bisognosi di  riabilitazione, nel completo silenzio delle altre forze politiche e sindacali ,  ci rivolgeremo alla commissione Sanità della Regione Liguria  per valutare altre soluzioni sia più economiche che sicure in termini sanitari".

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