L’Ugl Medici e l’Ugl Terziario ha deciso di scendere in campo per contrastare il fenomeno della 'ludopatia', conseguente a gioco compulsivo. E lo fa attraverso un convegno che è l’apertura di una campagna di sensibilizzazione contro l’abuso del gioco d’azzardo dal titolo Convegno Nazionale ‘sicurezza sociale e case da gioco’, che si è svolto oggi all’Hotel de Paris di Sanremo. Si sono susseguiti gli interventi di Giuseppe Di Meco (vice presidente Federgioco e presidente di Sanremo Casino SpA), di Carlo Pagano, amministratore delegato del casino di Campione e membro del board European Casino Association (ECA), Luca Frigerio amministratore unico del casinò di Saint Vincent e neo presidente di Federgioco (organismo che rappresenta le quattro case da gioco tricolori), R.Di Biagi (segretario nazionale Ugl Medici), G. Bergamo (segretario nazionale Ugl terziario), Dr C.Orengo Maglione (medicina legale),Dr D.Papa (sanità transfrontaliera), Alessio Rossi (responsabile politiche sanitarie) per l’Ugl.
Abbiamo intervistato Luca Frigerio (l'audio cliccando QUI), che ci ha parlato a 360 gradi del gioco nel nostro paese, con le differenze tra Casinò e 'gioco di Stato': "Sicuramente in Italia il gioco d'azzardo, fatto fuori dai Casinò, è cresciuto in modo molto veloce, ma le regole non sono state applicate e non esistono nemmeno in alcuni casi. Questo perchè il gioco liberalizzato, però le regole che riguardano gli effetti negativi non sono state applicate e non esistono. Non ci sono 'barriere' ed una protezione per i minori, ma soprattutto non c'è controllo sulla 'ludopatia', la malattia che si può ingenerare nel giocatore. E' questo ha un grosso peso sociale, ma che sta banalizzando il gioco, oggi considerato normale, come vedere una 'slot' dentro un bar. Ma questo è normale in Italia, non all'estero. In questo momento è molto importante separare le case da gioco dal resto. i Casinò hanno una vita lunghissima ed hanno maturato esperienze importanti, con sistemi di controllo veri, anche per chi ha problemi. Da noi è impossibile che una persona diffidata o un minore possa entrare. Il problema è che se noi facciamo bene queste cose, lasciamo fuori quelle persone che poi finiscono alle slot senza controllo. Purtroppo si è partiti dal gioco di 'intrattenimento' a quello d'azzardo, due cose completamente diverse".
Il calo degli incassi, senza ombra di dubbio, è dovuto esclusivamente all'allargamento del gioco più facile ed accessibile: "Sicuramente le case da gioco soffrono questo attacco del 'gioco di Stato' ed il problema maggiore risiede nelle 'New slot' e nelle 'Vlt' mentre il gioco on line non cresce moltissimo, in termini di fatturato, ma è inevitabile perchè si può giocare anche su server esteri. Un altro problema è la crisi economica. Se ci fosse una situazione diversa i Casinò non avrebbero problemi e, invece, il 'gioco di Stato' è un piccolo problema in più che, ovviamente, sta rendendo difficili i fatturati delle case da gioco. Che fatturano comunque decine di milioni di euro, ma rispetto al passato hanno strutture molto costose, così come i servizi da erogare".
Una volta si parlava dell'apertura di nuove case da gioco, sempre osteggiata dai 4 Casinò italiani esistenti. Ora non se ne parla ovviamente più: "Io sono sempre stato 'controcorrente' ed ho sempre ritenuto che il gioco d'azzardo deve essere gestito all'interno delle case da gioco, come succede in tutto il Mondo. Costruire nuovi Casinò non era assolutamente un 'tabù' ma sarebbe stato un bene per tutto il settore. Oggi aprire nuove case da gioco, con il 'gioco di Stato', è quasi impossibile, in quanto non si riuscirebbe ad aprirla con la concorrenza diretta dello Stato. Bisognerebbe fare un percorso inverso: restringere il 'gioco di Stato' ed aprire delle strutture. Questo perchè un vero e proprio Casinò localizzato e controllato, può portare benessere in termini di posti di lavoro, di indotto sul territorio ed entrate tributarie. Il gioco esteso in tutta la nazione, invece, diventa un problema 'sociale' che crea inconvenienti di tipo economico".