Un nostro lettore, Alessandro, ci ha scritto in relazione alla questione IMU a Sanremo:
"Volevo sollecitare un dibattito circa la questione IMU nel comune di Sanremo e volevo soffermarmi su alcune considerazioni a riguardo della 'seconda casa' ed invitare quindi i cittadini, e magari i nostri amministratori, ad intervenire in merito. A mio avviso di 'seconda casa' ve ne sono alcuni tipi:
- 'Seconda casa0 di proprietà di non residenti in Sanremo che utilizzano l’immobile solamente ad uso turistico o, magari, lo lasciano vuoto per mancanza di interesse alla nostra città;
- 'Seconda casa' (ed anche terza, quarta, quinta ecc) di proprietà di soggetti, anche speculatori edilizi, che la affittano a scopo di reddito o la lasciano intenzionalmente vuota;
- 'Seconda casa' di proprietà di un genitore che concede l’immobile in uso al figlio. Questo tipo di immobile non produce alcun tipo di reddito. Da quanto appreso dagli organi di stampa, l’amministrazione comunale sanremese, intenderà procedere alla tassazione massima dell’IMU con aliquota del 10,6 per mille per tutte le 'seconde case' senza fare alcuna distinzione.
Pur ritenendo tutti che l’IMU sia una tassa ingiusta e fortemente penalizzante per il ceto medio/basso e tralasciando quindi ogni considerazione a riguardo, desidererei, con puro spirito creativo, chiedere il pensiero dei cittadini e sollecitare qualche risposta dai nostri amministratori circa la possibilità di ridurre la pressione IMU ai poveri genitori che concedono un proprio (o il proprio) alloggio al figlio con regolare contratto di comodato d’uso gratuito registrato. E’ dimostrato che tanti genitori si riducono a prendere in affitto anche monolocali per lasciare la propria casa ai figli! E’ ovvio che stando al Decreto Monti questi immobili non possono più essere assimilati ad 'abitazione principale', così come per la passata ICI, ma sarebbe moralmente corretto e politicamente positivo che il Comune di Sanremo, avendone la possibilità, riduca l’aliquota IMU per le sole case concesse in uso ai figli in modo da pressare meno i genitori che, con fatica, hanno acquistato un immobile oltre alla loro prima casa. Immobile concesso ovviamente senza lucro alcuno e sfruttato dai figli stessi come propria reale e documentabile residenza. L’intento del decreto Monti è proprio quello di evitare l’elusione del pagamento con contratti fittizi ma il Comune ha tutti gli strumenti per potere effettuare le verifiche del caso e sanzionare pesantemente i 'furbetti'. E poi non è che un cittadino solamente per eludere l’IMU si mette a fare figli a raffica. Costerebbe sicuramente più dell’IMU! A tal merito si potrebbe organizzare una manifestazione, pacifica, presso gli uffici comunali ove esporre proposte e richieste ed ascoltare ciò che la politica ha da dire in merito, anche in previsione delle prossime elezioni amministrative del 2014".