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Politica | 26 aprile 2012, 15:16

Approvata in Regione la proposta di Legge di Donzella contro la pubblicità del gioco. La parola alle Camere

“No alla pubblicità dei giochi con corresponsione di premi in denaro” ha detto il consigliere regionale Massimo Donzella.

Massimo Donzella

Massimo Donzella

Il consiglio regionale ha approvato all'unanimità la proposta di legge presentata da Massimo Donzella, insieme a Lorenzo Basso del Pd, relativa alle norme contro la pubblicità dei giochi con corresponsione di premi in denaro e per la prevenzione del gioco patologico. Il testo sarà quindi ora inviato alle Camere.

“Si tratta di un tema attuale approdato a livello nazionale proprio in queste settimane – ha detto Donzella - con la conferenza delle Regioni e la delega fiscale al Governo che ha per oggetto i giochi pubblici nella quale si chiede che vengono introdotte modalità al fine di limitare la pubblicità del gioco per assicurare soprattutto una tutela dei minori”.

“Pur essendo importante e urgente addivenire ad una legge che contrasti in modo deciso il gioco d’azzardo abbiamo voluto predisporre un provvedimento ancora più rigoroso e preciso. Crediamo che l’ampliamento che ha avuto questo fenomeno a tutti i livelli – continua Donzella - sia un elemento che incide in modo preoccupante nel campo sociale, un milione di persone in Italia risultano dipendenti dal gioco”.

“Assistiamo a molti giocatori patologici che non riescono a contenere il loro istinto con conseguenze devastanti ed irreversibili verso se stessi e la propria famiglia. Chiediamo pertanto che sia vietata in tutti i modi la pubblicità - afferma Donzella - vedi ad esempio il metodo non condivisibile, di “contrabbandare” campioni dello sport o personaggi dello spettacolo, pronti a incitare al gioco attraverso la pubblicazione su giornali e televisioni”.

“Alcune scritte o espressioni quali: 'gioca il giusto, gioca in modo responsabile' sono dei palliativi che non consentono di ottenere nessun risultato. Le quattro case da gioco presenti sul territorio nazionale vennero insediate nel 1927/1928 predisponendo una deroga agli articoli del codice penale in quanto si trattava di veri e propri giochi d’azzardo. Ora ci troviamo di fronte al gioco con corresponsione di premi in denaro deciso dal Governo Berlusconi con il “decreto Abruzzo” che avevano un senso per finanziare la ricostruzione dopo il terremoto. Quel provvedimento, però, doveva essere limitato nel tempo, invece sono stati immessi tutta una serie di nuovi giochi. La pubblicità in qualche modo determina una spinta accettata e tollerata oltremodo”.

“Chiediamo inoltre che all’interno dei locali 'dedicati' al gioco e anche sui biglietti 'gratta e vinci' siano inserite delle semplici dichiarazioni quali: “il gioco provoca dipendenza, il gioco può portarti alla rovina, rivolgiti al medico per prevenire il gioco. Vogliamo infine che il divieto per i minori sia rigoroso, senza droghe di nessun genere – conclude Donzella - i giovani non possono in nessun modo giocare, vediamo che nel giro di otto anni il fenomeno ha triplicato il suo “fatturato”. Ottanta miliardi sono gli introiti che derivano dal gioco, pari al 4% del Pil”.

Nella loro proposta di legge, approvata all’unanimità dal consiglio regionale, Donzella e Basso chiedono anche di prevenire la dipendenza e ludopatia e la programmazione di fondi specifici a livello nazionale per combattere l’usura e favorire la prevenzione del gioco d’azzardo.

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 Donzella pubblicita gioco (46 kB)

Federico Marchi

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