Un nostro lettore, Flaviano Ottaviani, ci ha scritto per inserirsi nella discussione sulla Liberazione:
"Sono allibito alla lettura di alcune lettere indirizzate al Suo ottimo giornale. Lo scoprire che nell'anno del Signore 2012 vi sono ancora persone che con tanta acrimonia contestano la guerra di Liberazione Nazionale, prima ancora che farmi incredibilmente arrabbiare mi dà un profondo senso di tristezza, e di sconforto sulla prospettiva futura del mio Paese. Non entrerò in un dibattito ideologico e storico con questi Signori , sarebbe inutile viste le premesse. Pongo loro solo qualche quesito facile facile... credono loro che senza la guerra di Liberazione nazionale, e l'intervento sul nostro territorio degli Alleati, il destino del nostro Paese sarebbe stato migliore? Non credono loro che probabilmente l'Italia, senza il contributo di sangue dei resistenti, sarebbe stata divisa in due come la Germania e quindi molti di loro benpensanti avrebbero probabilmente vissuto sotto il tallone degli odiati comunisti mangiatori di bambini? Pensano che lo sviluppo italiano in termini anche economici (presumo un tema a loro caro) sarebbe stato senza la liberazione dal fascismo, più simile a quello che poi è stato o più simile a quello della Spagna franchista? E poi ancora... la classe dirigente espressa da quei poco di buono (Pertini, Taviani, Zaccagnini,Nenni, La Malfa, Malagodi, Parri, Cuccia, Carli, Mattei, Terracini,molti ne dimentico, ed evito i Togliatti e i Pajetta che potrebbero arrecarvi bruciori intestinali), comparata alle 'elite' arrivate dopo, (che sò i Craxi, Cirino Pomicino, Gava, Forlani,per giungere ai piu attuali Bossi, Calderoli, Formigoni, gli estimatori del burlesque e delle serate eleganti... a loro insaputa percettori di beni immobiliari vista Colosseo, esportatori di capitali in Tanzania, vari ed eventuali... e qui mi fermo poichè i bruciori di stomaco vengono a me) una classe dirigente dicevo,che ci ha guidato ad un livello di democrazia e di benessere economico mai raggiunto prima...esce vincente o perdente dal confronto? Provate a darmi delle risposte sincere senza arrampicamenti sugli specchi. E' importante che la testimonianza di quello che è stato ,venga comunicata alle nuove generazioni, affinchè non si ripetano gli stessi errori, anche quelle vendette personali (assolutamente indegne) cui fanno cenno le persone che non ritengono opportuna la testimonianza nelle scuole dei partigiani. Io sono figlio di partigiano combattente e ne sono fiero (e vi garantisco mio padre è un galantuomo che si è spaccato la schiena a coltivar garofani sulle fasce dietro Sanremo , tra l'altro non è mai stato comunista)... e sono il nipote di un allevatore di Agaggio (ridente località della Valle Argentina) che venne ucciso dalle camice nere per potergli rubare 2 mucche negli ultimi mesi di guerra (e questo non lo troveranno in internet), che dovrei fare ? insultare quelli che non la pensano come me? Forse sarebbe tempo di studiare con calma la nostra storia e immaginare il nostro futuro evitando gli errori del passato".