Eventi - 13 aprile 2012, 13:52

Imperia: domani sera allo 'Spazio vuoto' appuntamento teatrale con 'La strega' del Teatro instabile

La compagnia 'Teatro Instabile' propone, per domani sera alle 21.15 allo 'Spazio Vuoto' di via Bonfante, 'Non-ostante tutto - teatro + musica' con 'La strega'.

Siamo forse in una stalla, forse in una stanza di una casa contadina. Ovunque rosse mele profumate. Una misteriosa narratrice (una strega?), a lume di candela, ci racconta la storia struggente e verissima di Antonia. In una notte di gennaio del 1590, una bambina è abbandonata davanti all'ingresso dell’Orfanatrofio di Novara. Antonia Spagnolini, così battezzata per via degli occhi e dei capelli nerissimi, cresce in istituto. Siamo nell'epoca della Controriforma e a Novara è arrivato il vescovo Bascapé, cattolico integralista, scomoda figura sempre in lotta con il peccato, che è relegato in provincia perché d'ostacolo alla rilassatezza dei costumi romani.

Crescendo, Antonia si fa sempre più bella; è adottata da una coppia di contadini di Zardino e si trasferisce nel villaggio della Bassa. Un paesaggio popolato da figure dimenticate: camminanti, risaroli, banditi che creano leggende, soldati mercenari, dementi, boia, pittori di edicole, falsi preti e predicatori fanatici, spacciatori di reliquie finte, comari pettegole e litigiose. La ragazzina s’innamora di Gasparo, un camminante (una specie di vagabondo del tempo, un anarchico della campagna) e iniziano a circolare voci orribili sul suo conto: la si accusa di essere una strega, le si fa il vuoto attorno, si diffondono leggende di malefici e crudeltà; quando Antonia, per amore, inizia a scomparire nel bosco tutte le notti, la gente si convince che partecipi al Sabba. Da qui il processo. Antonia si trova davanti all'Inquisitore e una fila di testimoni depone contro di lei. Nel settembre del 1610, tra festeggiamenti ed esplosioni gratuite di odio, Antonia, dopo aver subito violenze e torture, è condannata al rogo.

Attraverso la storia di una strega - un po’ vera e un po’ inventata com’erano le storie delle streghe – lo spettacolo è una rievocazione delle fanatiche persecuzioni che hanno travagliato la nostra storia, ma anche la vicenda umana di una donna che, a causa delle sue particolari virtù, è esclusa e condannata dalla collettività, come capro espiatorio e come emblema di un sistema sociale che non accetta la “diversità” femminile. Il romanzo da cui lo spettacolo è tratto, è ‘La chimera’ del genovese Sebastiano Vassalli: la prima edizione Einaudi è del 1990, anno in cui vince il Premio Strega. Il libro è tra i più ristampati, venduti, tradotti e anche studiati nell’ultimo decennio del Novecento. Ma è soprattutto una bellissima e avvincente storia che, dal Seicento di manzoniana memoria, ci parla del presente e delle nostre ingiustizie e illusioni.

Il 20, 21 e 22 aprile, sarà la volta della compagnia di casa Compagnia Teatro Instabile con “Vicini”, un testo di Pino Petruzzelli, per l’occasione anche regista, e già apprezzato interprete di “Storia di Tönle” nella passata stagione de Lo Spazio Vuoto. A chiudere il mese e la stagione 2012, il 28 aprile sarà Salvatore Rancatore per la regia di Matteo Tarasco con “Prigionierodimestesso”, a ingresso libero (previa prenotazione), liberamente ispirato ai diari dell’autore autistico Birger Sellin.

Il costo del biglietto singolo è di € 15,00; € 12,00 per gli studenti; € 10,00 per gli allievi dei laboratori de Lo Spazio Vuoto. Il costo dell’abbonamento è di € 85,00 per l’intera stagione di teatro. Fuori abbonamento lo spettacolo ’Prigionierodimestesso’ il 28 aprile 2012, a ingresso libero, previa prenotazione.