Politica - 06 aprile 2012, 22:51

Marco Damele (presidente dell'Anga di Imperia) interviene sull'Imu in agricoltura

"lo sono molto preciso, meticoloso, mi piace avere regole in tutto. Nelle pagine dei miei vecchi libri di coltivazione trovo a volte scritto: 'Piantate in profondità' oppure 'mettete in superficie, ricoprite le semine con un leggero strato di terriccio0. Di quanti centimetri? Non esistono norme precise, dettagli piu' completi?. In natura tutto è regola, anzi esistono leggi ferme; non tutto è variabile, armonico".

Lo scrive Marco Damele, presidente dell'Anga di Imperia, che prosegue: "Nel sindacato è la stessa cosa, troppe volte e mi riferisco ai giovani, ci siamo trovati sperduti senza una regola di unione che ci facesse cooperare e 'costruire' nel migliore dei modi il nostro futuro. Stiamo vivendo, anche in agricoltura, problematiche nuove che si innestano irremidiabilmente su vecchie tradizioni. E' necessario il massimo impegno dei giovani agricoltori. I problemi che i nostri associati devono risolvere sono di rilevante importanza e mercoledi a Genova ne abbiamo avuto la conferma. L'Imu una tassa strana, per molti sconosciuta e ad oggi poco chiara nei contenuti ma esaustiva nei danni che provocherà alle nostre aziende, è riuscita ad avvicinare dopo molti anni tutte le associazioni di categoria, è un primo passo certo, la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa ma certamente aver visto tanti colleghi, giovani e meno giovani 'lottare' per i proprio diritti fianco a fianco a bandiere di altri colori mi ha rincuorato e fatto riflettere".

"Noi come Anga - termina Damele - siamo sempe stati aperti al dialogo, cercando da sempre il confronto e lo scambio di informazioni con tutti gli associati ed i colleghi delle altre associazioni di categoria. E', quindi, compito dei giovani di Confagricoltura tirare le fila del ragionamento per impostare una vasta azione promozionale, di informazione e di costruzione destinata a facilitare il nostro ingresso nel mondo del lavoro, augurandoci che l'urgenza economica di questo periodo solleciti a far riflettere la classe politica ed istituzionale e spinga alla creazione di programmi di tutela economica ben definiti , sia per consentire l'adesione più ampia possibile dei giovani al sindacato, sia per raggiungere, senza intromissione alcuna, gli scopi che da anni ci siamo posti come fondamento di crescita umana ed imprenditoriale".