Quello che sta accadendo ad Imperia in queste ore, fino a un mese fa era assolutamente inimmaginabile. A chiedere le dimissioni del sindaco Paolo Strescino, infatti, è stato lo stesso Pdl di cui è espressione. Sarebbe addirittura in corso la ricerca delle 21 firme di consiglieri disposti a dimettersi per far cadere immediatamente l'Amministrazione prima del consiglio comunale del 12 aprile, in cui il primo cittadino proporrà all'assise gli atti amministrativi relativi alla questione del porto. Al centro della questione ci sono, infatti, le vicende legate al porto e le seguenti decisioni del primo cittadino che ha licenziato tutti i suoi assessori per sostuirli con esponenti della società civile. La nomina di questa giunta tecnica, prevista per sabato, è stata rinviata proprio per la possibile imminente caduta dell'Amministrazione.
"Il momento che Imperia sta vivendo è davvero drammatico - ha detto sabato Strescino tradendo una certa emozione - Quindi ritengo che ci debba essere una forte presa di coscienza da parte dei consiglieri comunali perchè qui non stiamo giocando. Se si parla di dimissioni per farmi cadere, credo non si guardi al bene della città. Rivolgo un appello al consiglio comunale affinché ci sia un'attentissima valutazione di quelle che saranno le proposte ad esclusiva tutela dell'interesse pubblico".
Il Pdl, da parte sua, non parla esplicitamente della raccolta di firme dei consiglieri comunali, ma mantiene comunque i toni duri. "Non credevamo che il sindaco da noi eletto e sostenuto potesse arrivare a licenziare una giunta composta da persone preparate e serie, che rappresentano il 70% dei voti ottenuti alle elezioni - ha detto il coordinatore provinciale Marco Scajola - Appare un vero e proprio ribaltone politico contro il voto democratico dei cittadini. Per questo, con rammarico e tristezza, chiediamo le dimissioni del sindaco". La giunta tecnica sembra infatti che potrebbe essere sostenuta, nelle scelte sul porto (anche se queste sono ancora ignote), da chi nel Pdl è rimasto fedele a Strescino (almeno quattro consiglieri comunali), dal Pd e dal Fli.
Le questioni sono due: una di metodo ed una di merito. Per quel che riguarda la prima, forse è proprio vero che Strescino, azzerando in quel modo la giunta, abbia preso una decisione incomprensibile ai più, che non può essere soddisfatta da un semplice bisogno di rinnovamento. Per quel che riguarda il merito, però, non si possono dare giudizi in quanto le volontà di indirizzo del sindaco saranno rese note forse solo nella seduta del consiglio comunale 12 aprile. Anche in questo caso il metodo canonico suggerirebbe che ne parlasse prima con tutti i consiglieri, compresi i suoi (ormai) ex sostenitori, per capire se ci possa essere una convergenza o meno.
Ma lasciando da parte queste due questioni di metodo, che potranno (e dovranno) essere chiarite in separata sede, quello che conta per la città di Imperia è il merito, ovvero la sostanza di quanto vuol proporre Strescino che potrà essere condivisibile oppure da bocciare. Il sindaco potrebbe quindi essere mandato a casa subito, se le 21 firme di dimissioni fossero raggiunte, oppure come conseguenza delle sue proposte nel consiglio del 12 aprile, magari dopo che chi lo vuol bocciare abbia fornito la sua contro ricetta. Anche perchè un eventuale commissario prenderebbe le sue decisioni autonomamente, senza avere un'opposizione che possa criticarne i contenuti.
L'approvazione o (ancora di più) la bocciatura di Strescino sarebbe quindi più costruttiva in aula durante il consiglio comunale che con una sfiducia a prescindere. Ancora di più in caso di bocciatura, perchè così il futuro commissario avrebbe, seppur in maniera indiretta, un indirizzo su cui potersi basare, in merito al pensiero espresso da chi rappresenta la maggioranza dei cittadini.