Al Direttore - 21 marzo 2012, 07:44

Sanremo: nuova lettera di un genitore per intervenire nella discussione sulla Mater Misericordiae

Un nostro lettore, Moreno Destro, ci ha scritto per intervenire nella discussione sulla Mater Misericordiae di Sanremo:

"Ho distolto, molto volentieri, tempo al mio lavoro pomeridiano per leggere le tante missive, giunte a questa testata, in risposta a quanto scritto dalla Sig.ra Alessandra Manzoni sull’Istituto Scolastico Mater Misercordiae. L’ho fatto su ferma sollecitazione di mio figlio, Massimiliano, studente della media inferiore, il quale, con caldo vigore a proposito delle polemiche in corso, ce ne ha parlato oggi, al ritorno dalla mattinata di frequenza. Così ho cercato e letto l’articolo della Sig.ra Manzoni e le successive tante risposte; professionalmente motivate alcune, cariche d’amore altre verso la 'Mater', come tutti la chiamiamo, ed alle quali non saprei e non vorrei aggiungere altro. Quale genitori di uno studente di questo Istituto al quale, con grande piacere, dono un’infinitesima parte del mio tempo come membro Consiglio di Classe, non posso far altro che testimoniare la cura, la passione e l’impegno che, indistintamente, colgo da tutti gli insegnanti della nostra classe verso le difficoltà, le incertezze, i successi cui nostro figlio, come altri, va incontro in ogni giorno della vita. Alla Dott.ssa Frezza non può che andare la nostra, di mia moglie e mia, ammirazione per il coraggio e fermezza con il quale, mai soddisfatta, assieme alle Suore e al corpo Insegnante, porta avanti le sue idee di innovazione e mutamento, in un mondo sempre più statico, impaurito ed attaccato a valori relativi. Mentre scrivo mi sovvengono alla mente le parole di Herbert George Wells: 'Ogni progresso è dovuto agli scontenti. Le persone contente non desiderano alcun cambiamento'. Ciò, invece, sul quale vorrei attirare l’attenzione di tutti, ringraziando dal profondo del mio cuore la Sig.ra Manzoni, la quale ha permesso a noi Cristiani Cattolici di aprire questo dibattito e testimoniare la nostra presenza, sono proprio gli aspetti legati all’impostazione religiosa dell’Istituto Mater Misericordiae. La signora su tale tema scrive: 'Una profonda educazione cattolica non si può limitare al segno di croce prima delle lezioni o del pranzo…'. Mi chiedo allora: è la Sig.ra Manzoni, dunque, l’archetipo del 'Cristiano' moderno, distratto e dimentico delle proprie radici? Perché, per essa, il segno della croce è un atto limitativo, insufficiente, della testimonianza della nostra cultura di Fede? Fosse anche solo il segno di croce ad essere rammentato ai nostri ragazzi (ma abbiamo profusamente letto non essere così, dai molti e documentati interventi di genitori ed insegnanti) è forse questo meno significativo di una lezione di religione, di una preghiera o di una lettura biblica? La nostra fede si basa proprio sulla croce dove Nostro Signore Gesù Cristo è morto e dalla quale è risorto per tutti noi. Ricordarlo ha una profondità di valori immensa. Tutta la nostra teologia si basa sul concetto della croce ed il rammentarlo, quotidianamente e più volte, ci permette di non distogliere l’attenzione da Colui che rappresenta il nostro punto di arrivo al termine della vigilia che stiamo vivendo. Tracciare la croce su noi stessi testimonia a tutti il significato della nostra Fede e la sua profonda interiorità. Come non ricordare ad Alessandra le parole del Vangelo di Matteo 6:5-7: 'Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate'.
Questa è la nostra Fede e il fare il segno di croce la sera, con nostro figlio, prima di addormentarci, è un atto che ci riempie di speranza per il nuovo giorno che ci attende. Non vi è alcuna intenzione, in quanto scrivo, di porgere una lezione di morale alla Sig.ra Manzoni, certamente mossa dallo stesso amore che ha mosso tutti noi nel risponderle, ma solo la sincera volontà di ricordare a lei che, a volte, quelli che appaiono come difetti od errori possono differentemente essere visti come aree di miglioramento. È la stessa cosa, in fondo, ma vista sotto un ottica diversa, quella dell’anticonformismo cui, proprio Gesù Cristo, ci ha abituato.
Termino ricordando la prima strofa di una poesia della brasiliana Martha Medeiros : 'Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce'".

Carlo Alessi