Politica - 04 marzo 2012, 20:19

Imperia: attuale situazione politica ed affermazioni del Sindaco, alcune riflessioni del Consigliere Comunale Paola Poillucci

Il consigliere del PDL interviene a seguito delle dichiarazioni del Sindaco e di alcuni Colleghi Consiglieri, nonché di vari commenti dei giornalisti

Piera Poillucci

"Apprendo dall'edizione di ieri di un quotidiano locale, che il Sindaco, Paolo Strescino, si rammarica e denuncia che 'nella nostra città non c'è la cultura della legalità', giungendo a dire che 'per troppo tempo hanno dettato legge raccomandazioni e regole ad personam' e che il problema sta nella mentalità di chi ha governato la città in questi anni". Ad intervenire con alcune riflessioni è Piera Poillucci, Consigliere Comunale di Imperia del Gruppo PDL, che continua: "Il Primo Cittadino opera così un chiaro riferimento alle due passate amministrazioni del Sindaco Sappa, di cui – peraltro – ha fatto egli stesso parte, rivestendo la carica di Vice Sindaco ed Assessore (in tale ultima veste, peraltro, avrebbe dovuto realizzare il famoso depuratore ...). Al termine del secondo mandato del Sindaco Sappa, infatti, Strescino è stato candidato a succedergli, proprio all'insegna della continuità. Chi ha un poco di memoria non può non ricordare come il 'refrain' della campagna elettorale 2009 del candidato sindaco Paolo Strescino fosse 'andare avanti nella continuità è per la città di Imperia una necessità irrinunciabile' (proprio così recitava il suo programma ed è ancora consultabile dal sito www.paolostrescino.it). 

Io, per la prima volta candidata e neofita della politica, quando sono entrata  in Consiglio Comunale ad Imperia nel Gruppo del PDL, essendo stata 'ripescata' a seguito delle dimissioni di chi in lista prima di me era andato a ricoprire altri incarichi, non ho avuto dubbi sulla mia collocazione e sul mio compito: il sostegno all'attuale Giunta ed al Sindaco per la realizzazione di quei progetti 'per il futuro della nostra città e del nostro territorio' partendo dai 'molti obiettivi già raggiunti' (le parole fra virgolette sono tratte dal programma di Paolo Strescino candidato sindaco). Apprendo, invece, ora che,  per l'ex Vice Sindaco ed ex Assessore nonché attuale Sindaco, chi ha amministrato Imperia prima di (e con) lui (come dice il giornalista nella domanda rivolta al Sindaco Strescino 'veniamo da anni di governo cittadino democristiano e da 15 anni di 'scajolismo'...) ha una mentalità irrispettosa delle regole.

E qui non comprendo a cosa si riferisca il Sindaco che, nel suo sfogo, addirittura giunge a denigrare gli imperiesi e gli italiani, quasi a dire 'io non c'entro è tutta colpa degli altri', come se lui potesse andare salvo da ogni giudizio e sugli imperiesi e sugli amministratori imperiesi degli ultimi dieci e più anni. Quasi che lui fosse un tedesco, già vice sindaco di Amburgo, giunto per sbaglio ad Imperia nel 2009. Per cui mi chiedo – e gli chiedo - se è stanco e snervato dalle troppe responsabilità che ha e non riesce più a vedere qual è la direzione che deve seguire.

Io credo che gli elettori-cittadini di Imperia gli abbiano affidato il mandato di andare avanti verso la realizzazione di quegli obiettivi che il programma elettorale scandiva con molta chiarezza, fra cui certamente l'ultimazione del porto turistico di Imperia, obiettivi già individuati – e per buona parte attuati – da chi aveva governato la città nel decennio precedente il 2009. Il patto con gli elettori è ciò che vincola gli eletti e lui ha precisi doveri in tal senso.

Quello che mi sento di dire al Sindaco è che, invece di smarcarsi e di voler fare quello capitato oggi per caso, ha il dovere di andare avanti dritto verso gli obiettivi condivisi dal suo Gruppo, con meno chiacchiere e più concretezza,  perché, dopo il pasticcio di Piazza Dante, l'imbroglio del Regolamento dei déhors (che – lo ricordo – è stato fatto modificare nei suoi fondamenti dall'Assessore poco prima del Consiglio, cercando di gabbare i consiglieri! E anche a tal proposito parlo di fiducia!) ed i preannunciati - ma incauti ed inopportuni - atti catastrofici inerenti il porto di Imperia, ora occorrono maturità e competenza. Del resto il Sindaco ha una valida squadra di Assessori all'altezza del compito e se è stanco e pressato dalle troppe deleghe che ha trattenuto, nonché in imbarazzo per gli autogol che qualcuno a lui vicino sta segnando, forse è ora che si 'alleggerisca' e 'rinfreschi' la giunta. 

Leggo, inoltre, sulla testata on line SanremoNews che il giornalista Piccardo divide i Consiglieri di maggioranza fra  favorevoli e contrari alla proroga della concessione del porto - sarebbe meglio dire alla proroga del termine per la ultimazione dei lavori del porto - e, a tal proposito, rispondo che non ci possono essere Consiglieri di maggioranza che sposino una finalità diversa dalla realizzazione del porto, visto che hanno condiviso tale primario obiettivo del programma politico. Il Consiglio Comunale nell'esercizio del suo potere di indirizzo - come ricordato anche dal TAR della Liguria nella sentenza di un anno fa in occasione della sua pronuncia di illegittimità del tanto discusso provvedimento di decadenza dalla concessione - non può che riconfermare tale sua volontà. Gli atti amministrativi, poi, dovranno essere assunti da chi ne ha la competenza amministrativa, non dal Consiglio Comunale.

Vengo a conoscenza, inoltre, delle dimissioni del Consigliere Arimondi e mi rammarico della sua uscita dal Gruppo Pdl in quanto, proprio per quanto sopra detto, anche e soprattutto in riferimento al porto, argomento che tanto sta a cuore – e giustamente – allo stesso  Marino Arimondi, è proprio il Pdl che ha assunto l'impegno di portare a termine il porto turistico e dove dico Pdl non opero alcuna differenza fra ex AN o ex FI, perché il programma politico è stato comune e non può che rimanere tale. Penso, quindi, che dal Gruppo Pdl dovrebbero uscire coloro che oggi non dovessero condividere più questo prioritario obiettivo e non viceversa.

La città ha bisogno che chi amministra si rimbocchi le maniche e non di sterili polemiche, sorde e cieche ai suoi bisogni. La città è innegabilmente sporca e trascurata e con un porto che ha necessità di essere condotto a termine e messo a frutto per tutti noi cittadini di Imperia".

A. Gu.