Al Direttore - 15 febbraio 2012, 12:52

Amianto in via Gabriele D'Annunzio a Sanremo: la mail di Alfredo Schiavi

"Egregio Direttore, diciannove anni di galera (un po' poco...) ai dirigenti di quelle fabbriche che producevano materiale composto da amianto e che portarono alla morte più di 1200 operai dei loro stabilimenti... Io non chiedo diciannove anni, no, a quelli che hanno depositato 6 lastre di materiale amiantifero in via Gabriele d'Annunzio di fronte al civico 54 e a 5 metri della fermata bus ed a pochi metri dalle abitazioni di circa 48 famiglie delle case popolari... ma un calcio in quel posto che ora chiamano lato B non farebbe male a questi scellerati... Il bello è che sono lì da diversi giorni queste lastre ed un cittadino che paga la raccolta rifiuti maggiorata del 35% dall'anno scorso e vede 3 mezzi dell'AIMERI in fila indiana (ora no... c'è Celentano...), tutti bianchi e puliti e pronti alle 18 e 30 ad infilarsi nel salotto di Sanremo raccogliendo persino le ricevute fiscali (quando ci sono... a buon intenditor...) sul pavimento pulitissimo di via Matteotti, dicevo, questo cittadino si chiede se i cittadini delle case popolari di via Gabriele D'Annunzio sono dei reietti sanremesi... Se questi operatori dell'AIMERI (so benissimo che non tocca loro raccoglierli...) facessero opera buona nell'avvisare l'ufficio ambiente del Municipio quando trovano queste "lordure" non sarebbe male, vero?. Ci sarà sul capitolato questo paragrafo che parla di "attenzione"? Ne dubito. La solita dimenticanza congenita dei capitolati d'appalto. Unisco foto del "tirato in ballo". Forse meno applausi e luminarie al Festival e più occhiate al territorio sarebbe meglio, non crede, assessore Antonio Fera...? Grazie". Alfredo Schiavi

redazione