Politica - 31 gennaio 2012, 22:44

Sanremo: caos sul voto dell'Almerini. Una pratica semplice ma necessaria per il Festival. Si cerca una soluzione

Un vero "patatrac" che sulla carta, senza una soluzione veloce prima del Festival (cosa che comunque avverrà facilmente con il buon senso di tutti), avrebbe potenzialmente rischiato in teoria di far saltare l'evento principe della televisione italiana.

Il consigliere Elio Bossi prende la parola

Colpo di scena tragicomico in consiglio comunale dove, a causa di un problema nella votazione finale, non è stata approvata l'immediata eseguibilità della pratica relativa alla convenzione con la 'Fondazione Almerini' per l'utilizzo delle sue aree dove far passare i cavi della Rai fino al teatro Ariston. Una pratica di per se semplice e banale ma necessaria per poter svolgere addirittura il Festival della Canzone Italiana. Un vero "patatrac" che sulla carta, se non si trovasse una soluzione immediata veloce prima del Festival (cosa che comunque avverrà facilmente con il buon senso di tutti), avrebbe rischiato in teoria potenzialmente di far saltare l'evento principe della televisione italiana. 

La convenzione è stata illustrata dal vicesindaco Claudia Lolli. "La vecchia convenzione è scaduta e quindi siamo chiamati ad approvare un nuovo documento a durata triennale - ha detto - Abbiamo preso contatti con la Fondazione Almerini, palesando le nostre difficoltà economiche, ed abbiamo ottenuto un risparmio del 32% sulle somme precedentemente erogate. In questo triennio pagheremo 6500 euro + iva, a fronte nel precedente accordo di 7200 nei primi due anni e 8600 nel 2011".

A quel punto è intervenuto il consigliere di maggioranza Elio Bossi con una dichiarazione a sorpresa. "Perchè non se la accolla Vacchino questa cifra, visto che noi già paghiamo un canone all'Ariston ?" ha domandato.

"E' stata una cosa mai fatta - ha replicato Claudia Lolli - ne parleremo nella prossima convenzione. Intanto ricordiamoci che Vacchino ha già fatto uno sforzo abbassando il canone del teatro".

"Se io affitto un appartamento, lo do con luci, cavi e tutto quello che serve - è nuovamente intervenuto Bossi - Che lo paghi il comune è bizzarro".

A quel punto ha perso la parola il capogruppo del Pd Andrea Gorlero "Noi volevamo votare favorevolmente - ha detto - a questo punto però ci asterremo. Dovete venire in consiglio comunale con le idee chiare come maggioranza".

Tutto sembrava risolversi con la risposta a Gorlero da parte del capogruppo del Pdl Giuseppe Sbezzo Malfei. Invece subito dopo c'è stato l'epilogo inaspettato che ha sorpreso un po' tutti, compresi quelli che lo hanno attuato che evidentemente non si sono resi conto di quello che stava accadendo. La pratica è stata approvata con 14 voti favorevoli e 8 astensioni (comprese quelle dei consiglieri di maggioranza Elio Bossi e Enrico Trucco). Subito dopo si è passati alla votazione dell'immediata eseguibilità che ha ricevuto gli stessi numeri. Ecco il problema: se per una pratica basta la maggioranza dei presenti (quindi 14 andava bene) per l'immediata eseguibilità serve la maggioranza assoluta di almeno 16 voti.

Quindi in pratica il documento è stato approvato ma non ha efficacia immediata. Il risultato sono state le ironie dell'opposizione, l'imbarazzo della maggioranza e il nervosismo del presidente del consiglio comunale. "Ho già fatto omaggio a tutti i consiglieri comunali, ad inizio mandato, di un regolamento, ora ne regalerò un altro" ha detto Marco Lupi che poi ha chiesto una sospensione della seduta per motivi personali. In realtà tutta la maggioranza si è riunita in sala giunta per trovare una soluzione a quanto accaduto.

L'eseguibilità non immediata necessita, infatti, di 15 giorni di tempo, troppi, essendo il Festival ormai alle porte. Si cercherà quindi un cavillo per poter bypassare il problema come il riproporre la pratica od il posticipare il pagamento essendo comunque approvato il documento.

Federico Marchi