"Premesso, per non essere frainteso, che plaudo all’inchiesta in corso sui presunti reati commessi nell’ambito delle sale da gioco del Casinò di Sanremo, desidero condividere le seguenti personali considerazioni di carattere generale.
Sicuramente in Italia vige un sistema ambiguo e contraddittorio:
da una parte lo Stato si erige a gendarme vietando e/o 'regolamentando' il gioco d’azzardo, il fumo nei locali pubblici…
dall’altra crea delle zone 'franche' dove tutto (o quasi) è lecito risultando poco efficiente sugli accertamenti e controlli relativamente i fiumi di danaro che si riversano nelle casse delle sale da gioco, sull’inevitabile onnipresente indotto malavitoso.
Le conseguenze sono, palesi.
Sarebbe necessaria un po’ di coerenza interdicendo alla 'Cosa Pubblica' la partecipazione societaria al gioco d’azzardo sotto ogni forma per evitare il conflitto d’interesse che sorge spontaneo quando si ricopre sia la funzione di controllore che di soggetto sottoposto al controllo.
Per il tabacco addirittura Lo Stato, risulta produttore e distributore con prerogativa di monopolista, ma avvisando correttamente che il fumo uccide, con finezza, rovescia sui cittadini le responsabilità delle inevitabili ricadute sulla salute pubblica di cui tutti, oltretutto, sosteniamo i costi:
solo in Italia produce oltre 90.000 decessi dei 3.000.000 nel mondo (stime OMS) facendo del tabacco la prima tra le cause di mortalità.
Per tornare a Sanremo quarant’anni di scandali, inchieste, processi credo siano la conferma che qualcosa in tal senso debba essere modificato.
E non si tratta poi nemmeno di un così gran bene indotto per la popolazione visto che ad avvantaggiarsene è sempre stata solo una ben determinata casta, per non parlare delle persone e famiglie che sono state danneggiate se non rovinate dall’abuso legalizzato di un vizio, di una debolezza, che in alcuni casi si può configurare in una vera malattia quale la ludomania.
Con quale dignità e morale una Amministrazione pubblica può capitalizzare denari di tal provenienza?
Quindi appare lapalissiano che come sempre 'il Dio danaro' è al di sopra di ogni cosa.
Pecunia e tabacco non olent.
A.G.".















