Il nostro lettore Gianni Calvi ci ha scritto per intervenire sulle aree attrezzate per cani:
"Oltre che podista-ciclista il Sig. Barbaruolo, per il solo fatto di aver posseduto un cane è anche esperto cinofilo e ci ammannisce le sue indiscutibili perle di saggezza. Cosa c'entra poi la tragedia del naufragio con i nostri compagni pelosi non mi è chiaro, ci sono già troppi ciarlatani che dicono la loro in merito propinandoci addirittura filmati taroccati. Lei cosa ha fatto in merito? Quanti naufraghi ha tratto in salvo? A parte le solite chiacchere non ha fatto nulla come me e tanti altri ma almeno taccia. Lasciamo il lavoro di verifica agli esperti, rivolgiamo un pensiero alle vittime ma non mischiamo i cavoli con le orchidee. Il Sig. Barbaruolo blandisce chi possiede, termine che aborro, con un cane si divide la vita, non lo si possiede, un cane di grossa taglia in quanto pseudo-amante degli animali. Ci mancava solo che dicesse che chi ha il cane grosso lo fà per pareggiare qualcosa di piccolo. Egregio Barbaruolo, un cane ambisce a dividere la vita con il suo padrone, io dico compagno, non tutti hanno la fortuna di possedere casa con terreno, perchè precludere loro la possibilità di avere un cane, avere spazi verdi per cani e umani è un diritto e non deve essere mortificato. Ci si ricorda del migliore amico dell'uomo quando salva delle vite in montagna o permette l'arresto di narcotrafficanti e poi basta. Non posso portare il cane in spiaggia durante l'inverno, raccogliendo le fatte, ma i poveri immigrati per cui proprio il Barbaruolo raccomanda più comprensione, possono bivaccare e defecare liberamente e se ti permetti di rimproverarne uno vieni subito tacciato di razzismo".














