Attualità - 18 gennaio 2012, 08:01

Badalucco: grazie ad un artigiano ecco 'Twitter' quando si scriveva sull'ardesia anzichè sulla grande rete

L’iniziativa è di Franco Bianchi, un artigiano con la passione della fotografia di cui abbiamo già parlato a proposito dello 'spettro di Brocken' catturato dalla sua macchina nell’alta Valle Argentina.

I messaggi di un 'Twitter' di due secoli fa sono stati riportati alla luce a Badalucco, in una via del centro storico. L’iniziativa è di Franco Bianchi, un artigiano con la passione della fotografia di cui abbiamo già parlato a proposito dello 'spettro di Brocken' catturato dalla sua macchina nell’alta Valle Argentina.

“La mia attenzione è stata attratta dai segni che si vedevano su una lastra di ardesia, che orna lo stipite di una vecchia abitazione – spiega –.  Molti avevano notato quei tratti chiari sull’aredesia, come scarabocchi sotto una vecchia vernice da intonaco.Così con un po’ di pazienza ho raschiato la vernice che in parte copriva lo scritto e ho fatto una foto da distanza ravvicinata ed in alta risoluzione. E’ pienamente riemersa così una testimonianza . Alcune scritte che risalgono presumibilmente a duecento anni fa”. La casa in questione è una antica bottega che si trova al n° 15 di via Fontana. Era nota come la casa della 'Gia Becca'. Ora appartiene ad un discendente dell’antica famiglia Panizzi che però abita a Sanremo e nessuno a Badalucco ormai ricorda cosa si vendesse in quel posto.

“La via Fontana un tempo era la strada centrale del paese – dice ancora Franco Bianchi – e qui erano concentrate tutte le botteghe, che spesso nel retro, o più facilmente ai piani superiori, avevano il luogo in cui viveva la famiglia”. L’anonimo abitante ha utilizzato uno stipite dell’antica bottega per lasciare la sua testimonianza di eventi per lui importanti, in un’epoca in cui non c’erano nè radio, né televisione né tanto meno mezzi sofisticati come internet. Il desiderio innato dell’uomo a comunicare lo spinse ad incidere sull’ardesia una sorta di sintetico diario per i concittadini e per i posteri.

Si leggono ora due 'tweet' appunto. In alto sta scritto: “Fatto la casa 1812” poi ci sono due righe tracciate a mano libera, quindi un’altra scritta: “Memoria” e sotto emerge il messaggio più impegnativo: “1817 25 Marzo fece un terremoto a ore 4 di note ed a fatto tanto con forza e rumore che fugimmo tutti fora da Badalucco ancora la notte appresso per temanza”. In effetti le cronache riportano di un terremoto piuttosto intenso con epicentro nelle Alpi francesi in quell’anno. Che sia questo l’avvenimento che provocò tanto terrore tra i badalucchesi? La questione andrebbe approfondita con una ricerca storica alquanto difficile, perché la Liguria era passata da poco dal dominio francese al Regno di Sardegna e molti documenti durante l’invasione napoleonica erano andati distrutti. Inoltre lo stipite era stato coperto da uno spesso strato di vernice che ora andrebbe rimosso, con molta cautela, per verificare l’autenticità dell’ignoto twitter e se non ci siano altre scritte a futura memoria.

Carlo Michero