Dopo la denuncia di combine dell’eugubino Farina, provvidenziale detonatore della “seconda Calciopoli”, il mondo del football nazionale prosegue la sua palingenesi grazie anche all’iniziativa rivoluzionaria di una piccola realtà oratoriale sanremese. Nessuna quota d’iscrizione, un servizio denominato “parental control”, allenamenti innovativi e, da oggi, anche una biblioteca interamente dedicata al calcio: è questo, in sintesi, il “Progetto San Rocco F.C.”, presentato alla vigilia di Natale.
Sotto la guida del responsabile unico Gerson Maceri, 25enne ex-opinionista tecnico in radio e tv, una ventina di ragazzi di età compresa fra i 13 e i 16 anni sta vivendo un’esperienza costellata di unicità. “L’attività sportiva deve essere un diritto e non un lusso: all’escalationdei costi di tesseramento, dovuta spesso alla necessità di foraggiare prime squadre oberate da rimborsi spese grotteschi, rispondo provocatoriamente con una gratuità comprensiva di diversi servizi a mio parere doverosi”.
Servizi, in primis, riservati ai genitori: “Il rapporto con i figli adolescenti, oggi precocemente indipendentissimi, rischia di assottigliarsi fino ai limiti dell’incomunicabilità. Cosa fanno i ragazzi, quando lo fanno e con quali compagnie, spesso, rimangono domande senza risposta. Attraverso il sito www.sanroccofc.wordpress.com è possibile consultare il resoconto testuale dettagliato di ogni allenamento, in formato live tracking, nonché, periodicamente, degli highlights dell’attività svolta sul campo. E per i papà e le mamme impossibilitati a seguire i match di campionato, sono on-line i filmati integrali delle partite disputate”.
Una garanzia di trasparenza certificata anche dai conseguenti obiettivi: “Affinchè lo sport diventi una vera, al di là di ogni abuso letterario e di ogni retorica, ‘palestra di vita’, occorre che sia allenante non solo dal punto di vista atletico e tecnico, ma anche e soprattutto sul fronte mentale e morale. In gioco c’è una posta altissima: lo sviluppo di personalità giovani, da plasmare secondo modelli comportamentali virtuosi”.
Ecco quindi delinearsi il parallelismo fra il microcosmo rappresentato dal calcio e la vita: “L’autocritica e il perfezionamento costante sono strumenti imprescindibili di crescita. Per questo, dopo ogni partita, è tempo di video-analisi: lo studio di quanto successo in campo, scegliendo ogni qualvolta uno o più aspetti particolari e imbastendo sequenze didattiche con slow-motion e segni grafici, cancella la parzialità dei (pre)giudizi di allenatore e giocatori, creando i presupposti per un confronto costruttivo, scevro da tutte quelle facilonerie tipicamente calcistiche”.
“L’apparato di analisi alla prestazione è supportato anche da statistiche stilate per ogni giocatore singolarmente: l’insieme di questi dati oggettivi fornisce l’indirizzo secondo cui organizzare la seduta di allenamento, mai improvvisata ma sempre finalizzata al raggiungimento di uno o più obiettivi specifici”.
Un breve cenno al capitolo relativo alla preparazione: “I ragazzi sono chiamati a presenziare ad un solo allenamento settimanale. Questo permette agli studi di acquisire la giusta priorità, e al tempo stesso di non saturare totalmente il tempo libero. Le due ore di esercitazioni infrasettimanali sono condotte con l’ausilio di un’attrezzatura completa (con predilizione per la speed ladder, specifica, o di ‘scudi’, più anticonvenzionali) e sulla base delle competenze di un ‘allenatore’ autodidatta e sempre teso all’aggiornamento”.
Il codice etico in vigore all’interno del gruppo del San Rocco F.C. ricalca e integra quello prandelliano: “Eventuali scorrettezze, nervosismi ingiustificati e comportamenti irriguardosi sono puniti con l’immediata sostituzione. E occhio alla meritocrazia: un giocatore meno dotato ma più presente e impegnato negli allenamenti verrà sempre preferito ad uno più dotato ma convinto di poter ‘vivere di rendita’. Va da sé come il risultato sia solo un dettaglio: vincere, infatti, ha senso solo se è frutto del lavoro svolto durante la settimana, solo se è il risultato di un percorso improntato al rispetto e all’educazione. Una volta formati i ragazzi, più che i calciatori, sarà possibile fargli accettare la sconfitta senza isterismi, fargli assumere le proprie responsabilità alimentandone un sano spirito competitivo, interiore ed esterno. Ad essere allenante per la vita non è il risultato in sé, dunque, ma l’approccio che vi è alle spalle e l’interpretazione che ne conseguirà”.
Fin qui, dunque, i segreti di uno spogliatoio controcorrente. Ma c’è di più. “Nella nostra sede è presente una biblioteca privata del calcio che sfiora i duecento volumi. È ora di sfatare lo stereotipo del calciatore ignorante, oltre che maleducato e supponente: questi libri possono rappresentare un primo avvicinamento o una riconciliazione con l’oggetto-libro, spesso tabù, creando benefici diretti anche in ambito scolastico”. Proprio su questo tema, durante l’inaugurazione della struttura, hanno fornito il loro punto di vista Romano Lupi, giornalista e scrittore, Mattia Rossi, agente FIFA, e Stefano Prato, preparatore dei portieri con patentino UEFA B.
Chiude ancora Gerson Maceri con i ringraziamenti e un ultimo monito: “Chi, come la Banca di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei Fiori, la Parrocchia di San Rocco e i numerosi altri donatori, ha deciso di aderire al progetto, ha compiuto un investimento sicuro. Ha contribuito ad un progetto di formazione che, in tempi in cui gli adolescenti hanno facile accesso a qualsiasi desiderio materiale, punta a ristabilire il primato del lato e del rapporto umano”.