Politica - 21 dicembre 2011, 15:32

Imperia: regolamento servizi sociali, Indulgenza (PRC) replica a Dulbecco

"E' il caso, allora, di chiarire un pò di cose al fresco esponente del PDL, che ultimamente, nell'evidente sbandamento della sua compagine consiliare, sembra tenere un ruolo di solerte puntualizzatore dei 'meriti' di parte".  

Parole del consigliere di minoranza Pasquale Indulgenza capogruppo del partito di Rifondazione Comunista di Imperia in merito al regolamento sui servizi sociali. Indulgenza ha così replicato all'analisi di Dulbecco.

"Anziché chiedersi e chiedere - come sarebbe suo dovere di persona chiamata in una sede istituzionale della nostra democrazia ad una libera e critica espressione di giudizio - perché' la 'sua' maggioranza di destra e la 'sua' Amministrazione non abbiano provveduto autonomamente, con ben sei riunioni di commissione fatte, a recepire quanto ha poi ottenuto in corso di discussione quella Sinistra che egli, probabilmente per via del suo retaggio neofascista, chiama "estrema", il giovane ma compassatissimo consigliere Dulbecco sostiene che siano stati disattesi "accordi" intercorsi tra i Gruppi.

E' il caso, allora, di chiarire un pò di cose al fresco esponente del PDL, che ultimamente, nell'evidente sbandamento della sua compagine consiliare, sembra tenere un ruolo di solerte puntualizzatore dei 'meriti' di parte:Con una premessa: Rifondazione Comunista aveva chiesto ufficialmente, più volte, di portare in discussione e approvare il nuovo regolamento comunale più avanti, per poterlo armonizzare con la nuova legge regionale di riordino dei servizi socio-assistenziali, la cui definizione è prevista per la prossima primavera. Sarebbe stato pacificamente possibile, oltre che ragionevole, se consideriamo che ancora oggi, nella nuova disciplina, si fa formalmente riserva di fare riferimento alle condizioni del regolamento previgente in caso di ravvisata necessità (anche qui grazie ad un nostro emendamento integrativo!).

In ogni caso,  - precisa ancora Inulgenza -  a fronte della volontà dell'Amministrazione di procedere comunque con l'approvazione in dicembre, avevamo preannunciato la possibilità di presentare emendamenti in Aula. 1) Gli emendamenti da noi proposti (ben dodici) non sono stati recepiti e posti in votazione per un fatto di cortesia o di generosa apertura (tutt'altro, visto che ci è stato addirittura negato arbitrariamente di illustrarli nel tempo previsto dal Regolamento!!!!), ma perché non potevano non essere riconosciuti accoglibili, al cospetto dei Consiglieri e dei Cittadini, dalla Presidenza e dal Segretario Generale.Essi riguardavano "la sostanza delle cose", per riprendere la definizione recentemente usata da un altro collega. Che cosa ci voleva - ci chiediamo - a definire in commissione un minimo vitale un pochino più alto, alla luce dell'attuale, drammatica realtà sociale? O a prevedere una detrazione un attimo più significativa per chi debba (nella maggior parte anziani) anche sobbarcarsi il costo di un affitto per la casa? O a stabilire una modulazione della tariffa prevista per ottenere l'assistenza domiciliare? Oppure a demandare al Consiglio Comunale (cui spetta il potere di indirizzo), e non alla Giunta eventuali revisioni e modifiche del Regolamento?

Ci voleva giusto un pò di attenzione e sensibilità, eppure non è stato fatto, se non per iniziativa del P.R.C., che non aveva potuto partecipare alle ultime quattro riunioni di commissione! - prosegue - E' un fatto che la nostra iniziativa abbia reso lo strumento in argomento più giusto ed equilibrato, come attesta il libero e ultramaggioritario pronunciamento dell'Assemblea. Il consigliere Dulbecco non si mostra molto giovane e nuovo, in questa sua manifestazione apparentemente puntigliosa, poiché sorvola amabilmente - con vecchia e risaputa attitudine dorotea - l'importanza dei contenuti e delle ragioni dei suddetti emendamenti, per dedicarsi esclusivamente ai due della Lega Nord, da lui approvati, che noi - lo ribadiamo - riteniamo aberranti in quanto 'schiacciati' su una visione di tipo stanziale della residenza piuttosto che sul carattere universale, non certo territoriale, dei diritti in discussione.

2) Stia egli certo che se i surrichiamati emendamenti non avessero riguardato sacrosante e inconfutabili questioni di giustizia sociale ed equilibrio istituzionale, di evidenza palmare, non sarebbero state votate nella più parte dalla stragrande maggioranza del Consiglio, come invece è avvenuto; 

3) Le proposte di emendamento possono e devono essere avanzate in ogni momento, fino al momento del voto, ove si ritenga di ravvisare errori o incongruenze in una pratica soggetta a deliberazione, poiché si tratta di un diritto indefettibile dei singoli Consiglieri eletti, e non già dei Gruppi. E' questo, principalmente, che qualifica la nostra responsabilità.

4) Rifondazione Comunista, che è in Consiglio Comunale per rappresentare le ragioni e i valori di una Sinistra che è tale e basta, rivendica la sua piena e libera titolarità ad esercitare il mandato in tutte le forme riconosciute democraticamente, a partire dalla presentazione di emendamenti, e non condivide, come specificato in tutte le sedi e in tutte le salse, che lo si sottometta ad eventuali intese 'bipartisan' che limitino la discussione e il confronto di cui l'Assemblea è e rimane momento e garante sovrano, soprattutto quando è chiamata, come l'altra sera, a discutere in un'unica seduta un solo, importantisssimo argomento".

C.S.