Un nostro lettore, Riccardo Calza, rappresentante di Istituto al 'Liceo Cassini' di Sanremo, ci ha scritto in relazione al nostro articolo sull'assenza degli studenti al convegno sulla Giustizia della scorsa settimana a Sanremo:
"Le scrivo in qualità di Rappresentante di Istituto del Liceo Classico G.D. Cassini alla Consulta Provinciale degli Studenti . Vorrei sottoporre alla Sua attenzione un articolo che è stato giudicato negativamente da alcuni rappresentanti di classe della mia scuola: si tratta dell'articolo di Carlo Alessi del 16 dicembre intitolato "Convegno sulla Giustizia chiesto dagli alunni delle scuole di Sanremo: ci sono tutti ma... mancano i ragazzi". Poiché fra i lettori di , molti sono gli studenti sanremesi ed in particolare liceali, desiderosi di informarsi su tutto ciò che corcerne la nostra amata città, l'articolo in questione è stato immediatamente oggetto di attenzioni e di mormorii di disappunto. La Rappresentanza di Istituto ha ricevuto svariate proteste, alcune che lamentavano la disinformazione riguardo a tale convegno, altre contenenti insulti poco ripetibili rivolti ai giornalisti, accusati di scrivere senza conoscere i fatti. Quello che vorremmo renderLe noto è che nemmeno una singola persona, in tutto il secondo Istituto secondario di secondo grado della Liguria, era stata informata del convegno che si tenuto (o non si è tenuto) al Palafiori e che lo stesso non era stato sicuramente richiesto da noi studenti. In caso contrario, posso assicurarLe che un gran numero di cassiniani vi avrebbe preso parte (anche io stesso avrei sicuramente partecipato). Concludendo, richiedo a nome degli studenti del mio Istituto che venga pubblicato un articolo che esplichi i motivi per i quali nessuno di noi ha partecipato al convegno (ovvero la disinformazione) per evitare che l'opnione pubblica, che troppo spesso giudica i giovani in modo negativo, possa pensare che gli studenti abbiano richiesto una conferenza alla quale poi non hanno partecipato. Sempre a nome del mio Istituto richiedo maggior attenzione nel pubblicare notizie, auspicando che almeno i piccoli quotidiani locali on-line siano immuni dalla comune prassi di ingigantire le notizie o di creare titoli 'ad effetto', i quali possono però essere giudicati offensivi, per il solo fine di 'fare audience'.
"Colgo l'occasione per risponderle semplicemente che: ci siamo limitati a riportare quanto visto quel pomeriggio e che i 'titoli ad effetto' come li chiama lei, non fanno parte del Dna di chi le scrive e di chi si occupa di Sanremo News. Questi li lasciamo ad altra 'gente' che ne ha bisogno proprio per il motivo che lei cita, ovvero fare una audience che, comunque, non fa".
Carlo Alessi