La questione Seris, in particolare della possibile privatizzazione del servizio di refezione scolstica, è stata al centro dei dibattiti e degli scontri politici più accesi delle ultimes ettimane ad Imperia. Proprio per questo l'ordine del giorno del consiglio comunale, inerente la "Ricognizione della situazione delle mense scolastiche e stato dell'affidamento alla Seris; linee gestionali e organizzative per un assetto stabile del servizio", era particolarmente atteso. La seduta, cui ha assistito un folto pubblico composto da genitori e dipendenti, non ha tradizo le aspettative. A scaldare subito gli animi è stato il consigliere del Fli Giuseppe Fossati.
"Siamo arrivati a questa serata dopo la chiusura di quattro cucine e l'intenzione di esternalizzare il servizio, a differenza dell'attuale gestione della Seris che è comunale - ha detto - da quella delibera è partita un'iniziativa di tutta l'opposizione per sottolineare la criticità, con le conseguenti preoccupazioni per la qualità del servizio e per la condizione dei lavoratori. E' infatti evidente che la qualità di un pasto cucinato sul posto sia migliore di uno preparato altrove. Compito della politica è quello di fare delle scelte, quindi l'Amministrazione deve dire cosa vuole fare. Dal nostro punto di vista i servizi educativi e di refezione scolastica devono rimanere pubblici".
"Il costo della refezione è di 1 milione e 230 mila euro - prosegue Fossati - mentre il Comune incassa dai cittadini 1300 mila euro, quindi con un utile di 70 mila euro. In questo senso la decisione di esternalizzare il servizio, non può quindi essere motivato da questioni economiche. Perchè allora si vuole fare questa scelta ? Ci sono interessi, come l'alimentazione dei bambini, che devono continuare ad essere gestiti e tutelati dal pubblico. Il limite dei 900 mila euro, che imporrebbe la privatizzazione, non viene considerato per società che operano interamente in house. Il valore dei pasti, se le derrate venissero acquistate direttamente dal Comune, sarebbe comunque al di sotto dei 900 mila euro, quindi il problema non sussisterebbe. Non siamo tuttologi come qualcuno dice - ha concluso il consigliere del Fli - ma siamo gente che studia".
"Non capisco la chiusura aprioristica dell'opposizione - ha risposto Gian Luca Lanteri del Pdl - non capisco infatti perchè sia valido il concetto che il pubblico sia bello e il privato non lo sia. Non ci sono dati che certifichino a priori questa tesi. Prima vengono i bambini, e quindi la qualità del servizio, poi i dipendenti. Per questi ultimi stiamo tentando di inserire nel bando delle clausole di salvaguardia. Ora come ora il servizio non è ottimale. Noi possiamo cambiare la società Seris, con all'interno gli stessi dipendenti, che dia una qualità maggiore. Costruiamo per esempio un bando che abbia km zero e dop".
"Vogliamo sapere da questo consiglio, e non solo dal sindaco e dall'assessore, cosa vuol fare - ha detto il capogruppo del Pd Paolo Verda - perchè il ruolo dei consiglieri comunali è quello di avere la responsabilità. Bisogna avere coraggio politico. Non è vero che la Seris è in passivo, ma ha un attivo di 69 mila euro, quindi non si può dire che la decisione di privatizzare il servizio sia per motivi economici".
"E' vero che sul nostro programma c'era scritto che l'affidamento sarebbe rimasto alla Seris, ma in due anni e mezzo le cose sono cambiate - ha detto Stefano Pugi del Pdl - Il Governo centrale ha stabilito che gli affidamenti diretti ai servizi, il cui valore economico sia superiore a 900 mila euro, cessano improrogabilmente ella data del 31 marzo 2012. Questo è un dato di fatto inconfutabile. Io sono dispiaciuto se questa privatizzazione potesse incidere sulla qualità del cibo dei ragazzi. Io, da padre e da nonno, dico che i ragazzi sono al di sopra di ogni cosa. Con un forte controllo dei servizi, come km zero e olio biologico, si può avere una giusta qualità. Ora ho invece sentito spesso dire che i cibi sono scotti o insipidi. Io chiedo l'impegno forte alla giunta e al sindaco di salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti".
"E' una grandissima illusione quella dell'amministrazione, secondo cui l'estrenalizzazione possa risolvere ogni problema - ha replicato Carla Nattero di Sinistra per Imperia - Ci sono molte altre città in Italia che si sono mosse in tal senso e ora stanno tornando sui propri passi".