L’assemblea generale dei dipendenti della Casino Spa, convocata dallo Snalc-Cisal, riunitasi oggi, ha discusso della grave situazione in cui si trova la casa da gioco, dell’urgenza di un nuovo piano d’impresa, del piano degli investimenti, della indispensabilità di iniziative immediate per fermare la continua diminuzione degli introiti di gioco e del negoziato per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro. L'assemblea ha ribadito che la diminuzione degli introiti di gioco solo in parte è dovuta alla crisi economica e finanziaria e ai cambiamenti del mercato del gioco.
“La responsabilità – scrive lo Snalc - va attribuita principalmente alle diverse amministrazioni e gestioni che si sono succedute in questi ultimi anni ivi comprese quelle in carica. Se gli Amministratori non daranno subito prova con i fatti di impegnarsi proficuamente per fermare il continuo peggioramento dei conti economici, il rischio di fallimento della Società sarà molto elevato e le conseguenze per l'azienda, per la città e per i lavoratori saranno pesantissime. Se gli Amministratori non sono in grado di mettere subito in atto politiche concrete ed efficaci per riattivare la crescita delle attività di gioco e per ridurre i costi gestionali hanno il dovere di rassegnare le dimissioni. Ricordiamo che il Ministero dell'Interno ha dovuto più volte fare ricorso alla forma di gestione commissariale per garantire la continuità dell'attività della casa da gioco e la buona gestione aziendale.
Le gestioni Commissariali hanno effettuato il risanamento, ampliato le attività produttive, assicurato maggiori proventi al Comune di Sanremo e agli altri Enti beneficiari e salvaguardato i rapporti di lavoro e i redditi dei dipendenti. Riteniamo urgente, nel rispetto delle procedure e degli indirizzi stabiliti dalla convenzione stipulata tra il Comune di Sanremo e la Casino S.p.A., la definizione del piano d’impresa ormai per il 2012–1014”.
“Il piano d’impresa – prosegue lo Snalc - è fondamentale per una buona gestione dell'azienda e per riavviare politiche di crescita dei proventi dei giochi. La mancanza del piano d’impresa continua a determinare una navigazione a vista nella conduzione delle attività aziendali e a causare una diminuzione della produttività e un aumento generalizzato dei costi. Il ritardo accumulato sul punto non ha alcuna giustificazione plausibile. Il piano degli investimenti, ossia la richiesta di un finanziamento di 26.000.000 € che la Casino S.p.A. ha fatto al Comune di Sanremo, non sia assolutamente condivisibile e difficilmente ottenibile. La ragione per la quale il comune di Sanremo è stato autorizzato a gestire il gioco d'azzardo è quella di procurare entrate nelle casse comunali da destinare alle opere pubbliche e al welfare cittadino e non viceversa. Gli Amministratori dovrebbero e potrebbero reperire le risorse finanziarie per effettuare maggiori investimenti promozionali e per l'ammodernamento della casa da gioco riducendo da un lato i costi gestionali attraverso l'attivazione dell'accantonamento straordinario per l'incentivo all'esodo volontario dei dipendenti e con l' attuazione di rigorose politiche di bilancio e dall'altro lato aumentando la produttività e redditività di ogni segmento di gioco. L'entità dei finanziamenti richiesti per effettuare gli investimenti per l'ampliamento della sala slot (ex cucine) e per l'acquisizione di beni e servizi appaiono eccessivi. I motivi posti alla base della realizzazione di una sala slot nella ex stazione sono deboli e contraddittori e difficilmente gli investimenti finanziari previsti produrranno ricadute positive per la casa da gioco. In ogni caso non s’intravede la necessità e l'utilità aziendale d'investire ingenti risorse finanziarie nella creazione di nuove sale da gioco nel territorio cittadino”.
“La casa da gioco, nonostante l'inadeguatezza manifestata da tutti i Consigli d'amministrazione nominati dagli azionisti della Casino S.p.A. (Comune di Sanremo e Provincia d'Imperia) ha prodotto e produce ancora utili per la collettività. (Utili peraltro mal gestiti dalle Amministrazioni comunali). A fronte di un piano d'impresa che avesse come obiettivo realistico la crescita dei proventi dei giochi e conseguentemente degli utili sarebbe opportuno e necessario una riconsiderazione temporale delle clausole economiche della convenzione e un aumento del capitale sociale. Riteniamo che la trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro così come stabilito dall’accordo del 23 luglio 1993 e dagli accordi 22 gennaio 2009 e 28 giugno 2011 sottoscritti dal Governo e dalle Parti sociali dovrà svilupparsi in modo coerente con i parametri economici previsti dall'indicatore previsionale (ipca) e nel rispetto delle regole in essi previste, assicurare all'azienda una maggiore flessibilità nell'impiego delle risorse umane e una maggiore efficienza e produttività dell'organizzazione del lavoro e concludersi prima del termine di scadenza del contratto vigente. Occorre che la trattativa, avviata il 6 ottobre, prosegua velocemente senza più rallentamenti o rinvii e nel rispetto dell’autonomia negoziale di ciascuna r.s.a.”.
“La Direzione aziendale – scrive ancora lo Snalc - nell'attesa della definizione del piano d'impresa abbia il dovere di procedere immediatamente:
- alla riorganizzazione e promozione dei giochi tradizionali, americani, meccanici, on-line e dei tornei di poker;
- all'attuazione di politiche volte all'acquisizione di nuova clientela;
- alla riqualificazione delle attività promozionali;
- al potenziamento ed ampliamento dei servizi finanziari alla clientela;
- alla realizzazione di un nuovo layout delle sale da gioco;
- a ripristinare ed utilizzare, secondo quanto stabilito dalla disciplina contrattuale, l’importo dell’accantonamento aziendale straordinario per l’incentivo all’esodo volontario dei dipendenti;
- all'attuazione di assetti organizzativi efficienti;
- ad eliminare ogni forma di spreco nella gestione delle risorse finanziarie.
Per questo – termina l'assemblea dello Snalc - proclamiamo lo stato di agitazione ed invita la segreteria ad intraprendere le iniziative meglio viste, comprese azioni di sciopero, per chiedere alla Direzione aziendale di mettere in atto politiche in grado di assicurare alla casa da gioco una nuova prospettiva di sviluppo e per tutelare i diritti e i legittimi interessi dei lavoratori ad aver il rinnovo del contratto di lavoro prima della scadenza”.