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Politica | 13 novembre 2011, 17:29

Imperia: dimissioni del governo Berlusconi, la riflessione del consigliere del PDL Angelo Dulbecco

“Basta con l’antiberlusconismo folle e le ingerenze della finanza e dei paesi esteri nella nostra democrazia”

Angelo Dulbecco

Angelo Dulbecco

In merito alla situazione politica nazionale e alle dimissioni del Presidente Berlusconi, interviene Angelo Dulbecco, giovane consigliere comunale imperiese e coordinatore provinciale di Giovane Italia (giovani del Popolo della Libertà).

“Negli ultimi anni la vita politica italiana ha avuto un solo vero protagonista: Silvio Berlusconi. I suoi governi sono stati i più longevi nella storia della Repubblica, pur vivendo i momenti probabilmente più difficili dal dopoguerra ad oggi: 11 settembre, catastrofi naturali, crisi finanziarie, solo per citarne alcuni. Inoltre alcuni grandi nemici hanno sempre tramato, molto spesso nell’ombra e tra gli intrighi, per cercare di abbatterlo: parte della magistratura, il 'salotto buono' dell’economia italiana, una parte dei media politicizzati ed infine la grande finanza internazionale in collaborazione con certe lobby europee. Chiunque, al suo posto, sarebbe caduto prima.

La caparbietà e la resistenza di Berlusconi sono da sempre riconosciute impressionanti da chiunque. Sicuramente egli non è esente da colpe, ma vedere dei balordi insultarlo per le strade di Roma, nel giorno delle sue dimissioni, decisamente non è accettabile. Un Presidente del Consiglio che si dimette, pur avendo la maggioranza al Senato e senza mai aver incassato una sfiducia alla Camera, merita l’onore delle armi e che gli venga riconosciuta la portata di un così forte gesto di responsabilità.

Invece in Italia assistiamo a scene squallide, di caroselli come ad una vittoria della Nazionale, di gente che pensa che piuttosto che veder cadere il proprio avversario politico vada bene qualunque cosa, magari un governo tecnico, che, nonostante venga fatto a palazzo e non nelle urne, viene visto come qualcosa di magicamente salvifico. Quella gente, invece di danzare o peggio sbraitare per le vie della nostra Capitale, bene farebbe a cercare di capire cosa sta accadendo, nel nostro Paese e nel resto del mondo. A scegliere i governi ora non sono più i cittadini ma bensì i mercati. Le ragioni della finanza hanno avuto il sopravvento sulla democrazia. Pensando a questo credo che vi sarebbe ben poco da festeggiare. Senza considerare le ingerenze di  paesi come Francia ed Inghilterra, in questa situazione dove il Capo dello Stato ha nominato senatore a vita quello che sarà il prossimo Premier (investito di tale carica prima dai media) in una manciata di minuti. Il nuovo governo si farà in una domenica.

Credo che per descrivere questo momento, pazzesco sia il termine più appropriato. Ora anche il Popolo della Libertà, partito che è uscito vincitore dalle ultime consultazioni elettorali, ha deciso di dare il proprio appoggio al nascente governo tecnico. La cosa assolutamente importante è che questo esecutivo sia a tempo, porti a termine le misure che ci vengono richieste dall’Europa e che subito dopo lasci la parola al corpo elettorale che, in ogni democrazia, è l’unico organo che sta al di sopra di qualunque altro potere e che può decidere da chi essere rappresentato e governato. Per quanto riguarda Silvio Berlusconi, sono sicuro che non abbandonerà definitivamente la scena politica nazionale e che saprà ancora parlare ai cuori di chi, come lui, non vuole che il nostro Paese sia governato da forze immature e da personaggi legati ad un passato politico fallimentare. Personaggi che non hanno esitato, in questi anni, ad additare il Presidente del Consiglio come un nemico pubblico, senza il minimo rispetto per le istituzioni e fomentando una piazza sempre più urlante, che danneggia ed insulta, alla faccia dello stile 'democratico'.

Spero che almeno ora, le sinistre la smettano con l’antiberlusconismo folle visto in questi anni. Probabilmente molti saranno terribilmente disperati, avendo costruito le loro fortune (politiche e non solo) grazie all’odio verso il Presidente del Consiglio, unico vero collante di una miriade di forze litigiose che hanno trovato unità solo nella lotta al 'nemico' Berlusconi. Coadiuvati magari da una gran quantità di politici transfughi, professionisti del tradimento e del cambio di casacca che hanno potuto contare anche sul ben visibile appoggio di scrittori, comici e personaggi pubblici che per rinvigorire il loro repertorio (e il loro portafoglio) ormai logoro si sono reinventati come grandi moralizzatori, accusatori  mediatici del Cavaliere.

In tutta questa confusione, non si sa bene come andrà a finire. Una cosa sola so con certezza: 18 anni di storia politica e milioni di consensi espressi dagli italiani al Presidente Berlusconi non possono essere regalati a nessuno né tantomeno dispersi sulla spinta dei mercati.

Con la speranza di vivere un periodo futuro più sereno, con una politica che abbandona l’odio esasperato verso l’avversario e che sa occuparsi con passione ed impegno dell’Italia, ringrazio Silvio Berlusconi per tutto quello che è riuscito a fare nel corso di questi anni e per aver fatto crescere in me la passione per la politica. Al Cavaliere infine non dico addio, ma semplicemente arrivederci”.

A. Gu.

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