Un errore tecnico estremamente grave che spiega l'insuccesso delle misure adottate finora per controllare il punteruolo rosso a Sanremo, Bordighera ed altrove in Italia. Lo scrive alla nostra redazione Michel Ferry, perito internazionale delle palme e del punteruolo rosso alla ‘Estacion Phoenix/INRA’.
“Come è possibile – scrive Ferry - che la lotta contro il punteruolo rosso a Sanremo, Bordighera ed adesso a San Bartolomeo al Mare riposi ancora su delle misure tecniche delle cui il carattere gravemente erroneo è stato dimostrato più di quattro anni fa? Perché questa testardaggine nell'errore? L'estensione dei focolari di Bordighera e di Sanremo al posto della loro regressione e sradicamento riposano in grande parte sul rifiuto di correggere le concezioni iniziali adottate per lottare contro il punteruolo. Queste concezioni hanno condotto alle misure che si sono rivelate velocemente gravemente controproducenti e scientificamente completamente infondate. Purtroppo, certi tecnici continuano in modo inspiegabile a volere applicarli. Questo atteggiamento trascina delle conseguenze drammatiche per la salvaguardia delle straordinarie patrimonio palme di queste città di Liguria”.
“Tra queste misure sbagliate – prosegue - ci sono due particolarmente pesanti di conseguenze:
- quella portante sul smaltimento automatico delle palme infestate. Fortunatamente, i suoi più accaniti difensori sono obbligati adesso ad evolversi in favore del risanamento meccanico. Ma, si percepisce quanto lo fanno di cattiva grazia pretendendo limitare questa operazione alle sole palme leggermente infestate. Questa limitazione non è né operativa (non si conosce spesso il grado reale di infestazione che procedendo al risanamento), né utile: se una palma è apparentemente molto infestata, il risanamento meccanico permetterà sia di salvarla se le larve non hanno raggiunto il suo germoglio terminale né il suo estipite, sia, nel caso contrario, di eliminare il focolare di punteruolo ciò che costituisce l'obiettivo primo del risanamento meccanico.
- quella sull'interdizione totale o l'autorizzazione solamente in inverno della taglia delle foglie verdi”.
“Come se può ancora oggi raccomandare di tagliare solamente le foglie secche delle palme? Come è possibile – prosegue ancora Ferry - che certi difendano ancora questa raccomandazione mentre invece è grazie alla taglia delle foglie verdi, per aprire delle finestre di ispezione e qualunque la stagione sia, che va ad essere possibile di individualizzare in modo precoce i sintomi della presenza del parasito? Questo punto è cosi importante che la localizzazione precoce di questi sintomi costituisce l'elemento chiave della riuscita del controllo del punteruolo. In Francia, l'apertura di finestre di ispezione è adesso obbligatoria nelle zone infestate. Raccomandare di tagliare solamente le foglie secche è dunque gravemente erroneo. Questa raccomandazione riposa su una concezione completamente falsa delle modalità di infestazione dei Phoenix canariensis per il punteruolo rosso. Queste modalità sono state stabilite tuttavia precisamente cerca di quattro anni fa e hanno fatto l'oggetto di parecchi articoli scientifici e di volgarizzazione. Come regola generale, l'infestazione delle palme delle Canarie cominzia alla base delle foglie più giovane ed in nessun modo al livello delle ferite di taglia delle foglie. Bisogna essere veramente ignorante del comportamento del punteruolo per affermare che tagliare le foglie verdi faciliti le infestazioni. L'odore prodotto per causa delle ferite di taglia va soltanto a orientare la scelta dei punteruoli verso le palme tagliate. Ma, che le palme siano tagliate o no, il numero finale di nuove palme infestate non cambierà”.
“È stato affermato – termina Michel Ferry - qualche tempo fa, che i proprietari che avevano fatto tagliare le loro palme a Bordighera ed a San Rémo erano responsabili dell'estensione dei focolari di punteruolo rosso in queste due città. È completamente stupido. È bene conosciuto che é al contrario grazie agli sfrondatori che le palme infestate sono scoperte in modo precoce. Senza la ricerca attiva dei sintomi di infestazione per la creazione di finestre di ispezione, qualunque sia la stagione, le palme infestate saranno localizzate sempre troppo tardi lasciando al punteruolo il tempo di infestare nove palme in una corsa persa di anticipo. Temo purtroppo che sia a questa corsa che si assiste a Sanremo, Bordighera ed altrove in Italia”.





