Un nostro lettore, Luigi De Chicchis, ci ha scritto per dire la sua sulla chiusura della Statale 20 del Roja (vecchio tratto) ai non residenti:
“Ieri mi sono trovato di fronte una situazione paradossale, contraddittoria e a dir poco anticostituzionale, posta in essere per mano delle amministrazioni locali di Ventimiglia. Subito dopo il centro di Trucco, sulla statale 20 (Col di Tenda), attualmente interessata da una frana che ne ha precluso il transito, è stato posto un blocco con barriere e personale della Polizia Locale in servizio continuato, per attuare l'ordinanza emessa in questi giorni. L'ordinanza, mira a precludere il transito a ogni tipo di automezzo, che tenta di percorrere la vecchia strada del Col di Tenda, che aggira i tunnel di moderna concezione, permettendo così di scavalcare la frana e proseguire in direzione desiderata. Fin qui, andrebbe definita coerente la scelta della pubblica amministrazione, in quanto la strada interdetta, è in alcuni punti sconnessa e sterrata, con totale assenza di illuminazione e di protezione a valle, pertanto pericolosa per chiunque la possa percorrere. Purtroppo lo scenario è diventato paradossale, quando a questa ordinanza, è stata fatta una distinzione, fra i ‘residenti di Airole e Olivetta’ e ‘tutti gli altri’! Ovviamente assistere a una pattuglia di agenti della Polizia Locale, che piantonano tutto il giorno da entrambe i versanti della suddetta strada, già fa pensare a un impiego di risorse non del tutto coerente, ma la cosa assurda è che gli stessi, erano li per negare il diritto di passaggio a tutti i residenti a Breil, Libre, Piene e frazioni limitrofe, mentre consentivano il passaggio ai soli italiani residenti a Airole e Olivetta! Ovvio che la cognizione data ai francesi, sia stata quella di distinzione fra italiani e francesi, costringendo così tutti i cittadini del versante francese della valle Roja a girare e avviarsi per un giro folle e contorto, che va verso Mentone, Sospel, per poi raggiungere le proprie destinazioni. Ora va rivolta la domanda a chi, con ammirevole attenzione e prevenzione, ha disposto la chiusura di questo tratto di strada per ovvie ragioni, ma nello stesso tempo con totale ‘follia’ ha inteso che per i residenti di Airole e di Olivetta il pericolo non sussiste! Ora andrebbe valutato se costui ha preso questa decisione, nella speranza di ridurre l'indice di popolazione locale, preservando quello francese, oppure se abbia voluto riservare l'eccezione alla doverosa regola per i soli compiacenti personaggi locali! Personalmente sono rimasto basito anche nel momento in cui, chiedere un chiarimento a un agente in servizio sul posto, ha generato la reazione tutt’altro che cordiale, quasi a volersi giustificare che l'applicazione di un'ordinanza (per folle che sia) trova legittimità e giustificazione per il loro operato! Ma chi deve applicare la legge e far rispettare le ordinanze, si riesce a porre la domanda e porre in essere una pronta valutazione sul posto, se quell'ordinanza è coerente e rispetta i diritti dei cittadini, oppure si limita come un automa ad applicarla e nega ogni tipo di spiegazione agli utenti? Ritengo ingiustificabile una simile opzione, ma soprattutto una dimostrazione di carente capacità interpretativa di quelle regole giuridiche e di quelle norme relative alla Pubblica Sicurezza, da parte di chi ha attuato una simile ordinanza. Sarebbe interessantissimo, comprendere attraverso un'adeguata risposta da parte di chi di dovere, sulla base di quali criteri, centinaia di residenti di Libre e Breil, oggi hanno dovuto tornare indietro e percorrere chilometri e chilometri, in quanto quella strada era ‘pericolosa’ mentre nel medesimo istante, altrettanti residenti di Airole e Olivetta la percorrevano con il consenso della Polizia Locale”.