Politica - 26 settembre 2011, 17:54

'Marcia della salute' di sabato scorso: la posizione del PD di Bordighera

"Dopo il profluvio di parole che ci ha travolto in questi giorni, con un'interminabile quantità di slogan, proclami, e comunicati, inestricabili grovigli di affermazioni spesso contradditorie, crediamo sia necessario ribadire le motivazioni che ci hanno guidato nella scelta di non partecipare alla marcia di Bordighera. Da sempre rivendichiamo un'idea di politica sanitaria che precede gli atti amministrativi e di governo, un'idea delle cose che non è unica, ma sicuramente riconoscibile e capace di raccogliere il consenso delle persone. Un'idea che si contrappone all'elencazione piena di assunti impliciti, dati per veri come premesse per il confronto: una sommatoria di superlativi assoluti, quasi mai fatti riscontrabili nei documenti ufficiali". Lo scrive il PD di Bordighera, a poche ore dalla 'Marcia' di sabato mattina.

Questi gli esempi portati dal PD bordigotto:
- il piano di riqualificazione dell'ASL 1, nella sua formulazione ufficiale, controfirmato dai medici ospedalieri, non viene diffuso dal 'comitato', forse perché confligge con le chiacchiere e i proclami. Leggere le firme dei medici sulla proposta smentisce gran parte della propaganda che vuole negare la collaborazione tra medici e direzione ASL;
-   i verbali dell'assemblea regionale del 4 Agosto 2011, con le linee guida della riorganizzazione ospedaliera, votato dalla maggioranza di csx con l'astensione dell'opposizione di cdx.Tanto astio pubblico, ma un'astensione nel voto in assemblea, non si comprende: ma sopratutto non lo si racconta ai cittadini, preferendo inebetirli con slogan demagogici;
- viene minimizzato, spesso dimenticato, il taglio delle risorse alla sanità da parte del Governo Berlusconi, che determina a monte la necessità di ribaltare a livello locale una razionalizzazione degli impieghi, anzi è anche capitato di leggere che, a seguito della lettura autentica dei provvedimenti economici da parte dell'economista capo del 'comitato', le risorse diponibili  sarebbero addirittura aumentate;
- si omette consapevolmente di raccontare l'azzeramento, da parte del Governo Berlusconi, delle risorse per la costruzione di nuovi ospedali, impedendo quindi a priori la realizzazione del Piano Sanitario Regionale che prevede la costruzione dell'Ospedale nuovo provinciale.

"Non facciamo finta di vivere in un altro paese, ci confrontiamo con le risorse disponibili, spesso inaridite dalle manovre del Governo Berlusconi, convinti che la crisi debba diventare una straordinaria opportunità per affrontare razionalizzazioni dei costi e aumento dell'efficienza. E per questo non recriminiamo sul passato, ma guardiamo al futuro con la concretezza di politiche pubbliche realizzabili, non con esortazioni moralistiche o proclami genericamente valoriali. Sappiamo bene che lo sforzo per realizzare in modo efficiente l'intero percorso sanitario non è banale, né privo di ostacoli. Le ristrettezze economiche non facilitano le riforme, anzi ne ostacolano la realizzazione. La risposta elaborata dalla collaborazione tra l'ASL1 e i rappresentanti dei medici ospedalieri, prova a dare risposte concrete, considerando un mix di risorse finanziarie, professionali e impiantistiche disponibili, senza la pretesa del 'progetto perfetto'; nessuno se lo aspetta, ma rappresenta al momento l'unico serio progetto su cui lavorare. Nessun progetto alternativo, con tutti i numeri al loro posto,  è stato presentato dal 'comitato' o dai sindacati che hanno aderito alla manifestazione di protesta, convocata molto tempo prima della presentazione del progetto contro il quale hanno manifestato: segno evidente della strumentalità dell'operazione, a priori contraria a qualsiasi progetto, funzionale invece alla strumentalizzazione di una precisa parte politica, ultimamente in crisi per i noti fatti di cronaca. Il libro dei sogni che vorrebbe ospedali, con tutte le specialità, ogni 10 km, senza indicare dove si trovano i soldi per realizzarlo, non è un progetto, è solo un modo per eludere la responsabilità; alimenta la demagogia, il campanilismo e il populismo, ovvero  la democrazia che non decide. L'innovazione è necessaria anche nella sanità locale, e la si realizza con il coraggio delle scelte politiche, non osservando, con malcelato compiacimento, il passato; un'idea dissennata non diventa sensata solo perché sostenuta da un comitato urlante, che cavalca le paure invece delle speranze, sfruttando spregiudicatamente i più bassi istinti delle persone in difficoltà. Siamo a favore di un unico presidio ospedaliero,su tre strutture integrate orizzontalmente, con diverse intensità di cura, dalla prevenzione fino al trattamento della cronicità, con un'attenzione particolare all'assistenza domiciliare e alla struttura dei medici di famiglia. Una particolare attenzione all'emergenza che non guardi solo ai pronto soccorso, diversamente attrezzati, ma anche al potenziamento delle auto mediche e di una diversa struttura dei medici di guardia. Fino alla realizzazione di un nuovo ospedale provinciale, con una viabilità adeguata, come descritto nel Piano Sanitario Regionale. In attesa, nessun abbassamento dei livelli essenziali di assistenza sul territorio, ma senza arroccarci in antistoriche difese dell'esistente, se non appropriato: localizzare ciò che si può, centralizzare ciò che si deve. Un' ultima considerazione, se vogliamo polemica, ma necessaria: la definizione di “servi” attribuita dallo sgrammaticato responsabile del 'comitato' a chi non ha aderito alla sua convocazione, scavalca i limiti della decenza e dell'intelligenza, qualificando univocamente chi l'ha pronunciata".

Files:
 firme dei medici sul progetto Cotelessa (102 kB)