Politica - 20 settembre 2011, 20:41

Politica: referendum sulla Legge elettorale, la posizione di Rifondazione imperiese

Rifondazione Comunista intende chiarire i dubbi dei cittadini in merito al referendum sulla legge elettorale per il quale PD, SEL e IdV stanno raccogliendo firme:

"Riteniamo che la legge elettorale Mattarella, della quale il referendum proposto da PD e altri chiede il ripristino, non restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i propri candidati, poiché la decisione dei nomi di questi spetterebbe esclusivamente ai capi partito. Rifondazione segnala ai cittadini che in campo, sin da giugno, c’era un altro referendum, orientato in senso proporzionale secondo il principio “una testa, un voto”, promosso dal Prof. Passigli e altri eminenti giuristi e studiosi, tra cui Gianni Ferrara e Carlo Sartori, che mirava ad abolire le liste bloccate, il premio di maggioranza e la designazione del premier, con la contestuale previsione di una riduzione dei parlamentari e una soglia di sbarramento. Quando, generando grande confusione tra i cittadini, Veltroni ha presentato la sua proposta, il 27 luglio il Prof. Passigli e il Comitato Promotore hanno incontrato Veltroni, Castagnetti e Parisi, concordando di fermare entrambi i referendum e verificare la possibilità di una mediazione. Questo accordo non è stato rispettato dalla controparte, nel frattempo accordatasi con Di Pietro e Vendola per raccogliere le firme".

"Poiché il nostro giudizio - prosegue Rifondazione Comunista di Imperia - su un ritorno alla legge elettorale Mattarella è radicalmente negativo, non risolvendo né il problema delle liste bloccate (i candidati nei collegi sono pur sempre scelti dalle segreterie di partito) né di evitare che il Collegio uninominale a turno unico della Mattarella produca gli stessi effetti del premio di maggioranza (e cioè coalizioni troppo ampie e disomogenee incapaci di governare), i cittadini sono invitati a considerare che:
- il referendum proposto da PD e altri conserva, sia pur in forma parzialmente attenuata, i difetti del Porcellum;
- il vero obiettivo sembra essere politico: far sì che i partiti rimangano i soli depositari della scelta degli eletti, salvaguardando così la loro rendita di posizione e i loro personali destini;
- vi è un secondo scopo politico, quello di affermare un bipolarismo che rischia di continuare a favorire il centro-destra. Bisogna invece puntare a conciliare esigenza di governabilità e valorizzazione della rappresentanza democratica e del pluralismo, prendendo a riferimento le consolidate esperienze europee, dove ciò si ottiene con leggi elettorali proporzionali e l’assicurazione di una loro correzione basata sull’ampiezza dei collegi (Spagna), su clausole costituzionali (la sfiducia costruttiva tedesca) o apposite soglie di sbarramento".