"La giunta Strescino quater (in poco più di due anni) ha iniziato ieri il suo percorso e, fatta eccezione per la condivisibile nomina di Gaggero a Vice Sindaco, al quale vanno i complimenti e gli auguri di FLI, non si può dire che abbia iniziato bene. Sono già un ricordo le dichiarazioni 'buoniste' e di 'apertura al dialogo' del Sindaco nel Consiglio Comunale del 12 settembre scorso, dettate dalla malcelata felicità del momento dipinta in viso al Sindaco (che pensava, un pò ingenuamente, di essersi liberato della 'tutela' di Leone e di chi lo aveva mandato), e si è bruscamente tornati alle dichiarazioni da “ghe pensi mi” in salsa imperiese e da sindrome da accerchiamento che, visti i risultati son ad ora ottenuti, preoccupano non poco. Non è stato infatti un buon inizio dichiarare che non si parlerà più con un importante comitato cittadino e sbattere le porte in faccia al neonato comitato dei genitori sulla questione mense".
Lo scrive Giuseppe Fossati, capogruppo del FLI ad Imperia che prosegue: "In ogni caso, posto che il nostro giovane Sindaco ci ha abituato a repentini cambi di rotta e di atteggiamento e che la rotta e l’atteggiamento di ieri erano, con tutta evidenza, quelli che altri gli hanno indicato nello scorso fine settimana, attendiamo di vedere come si svilupperà l’azione dello Strescino quater, prima di giudicarla. Una cosa però è necessario fare subito: chiarire all’Assessore al Bilancio ed interim Strescino che forse lo scorso fine settimana non gli hanno spiegato una circostanza, peraltro piuttosto intuitiva. La privatizzazione della refezione, di per sé, non comporterà nessun beneficio per il bilancio comunale. Gli oneri per il bilancio comunale relativi alla refezione scolastica, infatti, sono dovuti non al fatto che la stessa sia gestita oggi con una società pubblica, ma al fatto che è stata fatta, negli anni passati, la scelta politica di non far gravare interamente sugli utenti il costo del servizio, applicando cioè agli utenti una tariffa 'sociale'. In altri termini, a fronte di un costo di produzione di ciascun pasto di circa € 5,50, si è scelto di applicare agli utenti una tariffa ridotta, oggi per il primo figlio pari ad € 4,80 e per il secondo figlio pari ad € 3,00, facendo intervenire il Comune a coprire la differenza. In tale situazione, ammesso e non concesso che con la esternalizzazione il costo di produzione di ciascun pasto possa scendere di qualche decimo (ovviamente a scapito della qualità), è di tutta evidenza che il privato applicherà su detto costo di produzione un doveroso utile di impresa (che oggi la Seris non applica, essendo una società pubblica) riportando così il costo per il committente Comune sostanzialmente pari a quello che si ha oggi. Allora, mi chiedo e chiedo all’Amministrazione, dove sarà il risparmio se il Comune continuerà ad intervenire per praticare al cittadino una tariffa 'sociale'?
"Ovviamente - termina Fossati - non vi sarà nessun risparmio, a meno che la scelta non sia quella di eliminare la 'tariffa sociale' e applicare agli utenti il prezzo pieno del costo del servizio: il servizio costa 100, il cittadino paga 100, non 80 come oggi, perché il Comune copre il restante 20. Perché, se la scelta politica è questa (ed è questa, si abbia il coraggio di dirlo), evidenzio come non vi sia la necessità di esternalizzare alcunchè: basterebbe richiedere al cittadino di pagare il costo reale del servizio erogato dalla Seris ed il Comune non spenderebbe più un euro per la refezione scolastica. Così facendo i cittadini, fermo restando il danno di un maggior costo del servizio, almeno non avrebbero la beffa di un servizio più scadente dal punto di vista qualitativo ed i lavoratori manterrebbero il proprio posto di lavoro".