Al Direttore - 18 agosto 2011, 11:33

Accorpamento Province e Macro Regione: il pensiero di Marco Tassiano

Un nostro lettore, Marco Tassiano, ci ha scritto per dire la sua sul paventato accorpamento delle Province:

"Il gioco estivo 2011 preferito dai politicanti locali pare essere il ‘Risiko Interprovinciale’. Il terrore di dover lasciare le amate poltrone li attanaglia e, nemmeno il tempo di poter valutare le decisioni finali del governo, che già si sperticano in ardite soluzioni macro-regionali più buffe che efficienti. Tutti si sperticano in citazioni storiche, si rievocano Regno di Piemonte, Principato di Nizza, Repubblica di Genova ed altre perle di saggezza pescate in fretta e furia su Wikipedia. Un semplice test alcolemico (prova del palloncino) prima di certe dichiarazioni ci eviterebbe molte risate nel leggerle. Bello parlare del passato e di quanto ‘fu’. Nessuno però che si sogni di capire dove è più efficiente andare e con chi farlo nel futuro. Nessuno che si domandi prima di tutto il resto, come razionalizzare il territorio e come risparmiare quattrini nella sua gestione. Invece di scomodare improbabili e ridicole macro-regioni?! Tipo Cuneo, Imperia, Genova e Nizza, sarebbe meglio che i nostri ‘statisti’ si occupassero di beni pubblici che cadono a pezzi, cartelli su Aurelia bis, rifacimento asfalti, raccolta differenziata, mense dei poveri, palestre fatiscenti, commercio abusivo, criminalità diffusa e quisquiglie di questo tipo, che piacciono invece moltissimo a noi gente comune. Ci si lamenta che contiamo poco agli occhi di Genova e poi si propone di diventare una lontana appendice della provincia di Cuneo la quale, lo capiscono anche i poppanti, diventerebbe predominante e baricentrica in tutte le scelte macro-regionali. Diventeremmo periferia, banlieu e raccatteremmo le briciole di quanto verrebbe deciso nella Granda. Se poi ragioniamo in termini di ‘affinità’, credo non ci siano due popolazioni più diverse che i Cuneensi e noi ‘Ponentini’, con tutti il rispetto dovuto, sia agli uni che agli altri. Se proprio non possono fare a meno di organizzare inutili convegni e mostrare le loro incredibili qualità dialettiche, potrebbero iniziare da progetti semplici e valutare se, abolendo qualche ‘cadreghino’ si potrebbero accorpare le due province di Imperia e Savona. In questo modo, si raggiungerebbero i famosi 300.000 abitanti e si formerebbe una provincia omogenea in termini di storia, radici e popolazione”.

Carlo Alessi