Politica - 13 agosto 2011, 00:12

Abolizione della Provincia di Imperia. Sappa "Amareggiato e deluso". Giordano (Pd) "Rimarrebbe solo l'unica che dovrebbe essere tolta: Genova"

Dure reazioni, sia dal centrodestra sia dall'opposizione, alla manovra economica illustrata dal Governo Berlusconi che pervede l'abolizione di 38 Province tra cui quella di Imperia. Il provvedimento, se confermato, scatterà al termine del mandato. Imperia spera nel fatto di essere un'area di confine.

Il presidente della Provincia di Imperia Luigi Sappa

Anche quella di Imperia figura nell'elenco delle 38 Province che la manovra economica, illustrata dal Governo Berlusconi, si propone di abolire in un'ottica di risparmio. La scelta è ricaduta sugli enti che amministrano territori con meno di 300 mila abitanti. Il paradosso è che delle quattro liguri, tre rientrano in questa tipologia: Imperia 222.648 abitanti, La Spezia con 223.516 e Savona con 287.906. Paradossalmente quindi, se la manovra venisse approvata così come è stata presentata nella sua bozza, rimarrebbe solo la Provincia di Genova (882 mila abitanti) che conta già di un Comune metropolitano e della Regione.

"Sono deluso ed amareggiato, e lo dico contro la maggioranza di cui faccio parte" ha commentato a caldo il presidente della Provincia di Imperia Luigi Sappa (Pdl) appena appresi gli estremi della manovra. "Penso che nell'ambito della manovra, questa ipotesi di soppressione delle Province sia quella che conribuisce di meno all'obiettivo che si prefigge la manovra stessa, che è quella di ridurre i costi anche della politica. Dico questo - prosegue Sappa - non per difendere a prescindere un'istituzione in cui credo, ma proprio per la storia che le province hanno ed il patrimonio ed il credito che negli anni hanno accumulato. Ricordiamoci che la provincia di Imperia ha una storia che risale al prestato italiano, è infatti nata il 14 luglio 1860, quindi 151 anni fa. Penso che ci sia da chiederci cosa andrà a sostituire le Province e se questo comporti dei benefici ai cittadini. Sono d'accordo su una razionalizzazione, che vuol dire tagliare quelle province costituite di recente che non hanno storia, territorio e tradizione alle spalle. Il proliferare di queste, che non ne ha migliorato l'immagine, spiega anche perchè la gente veda questo ente come inutile. Bisognerebbe rivedere le aree metropolitane e il rapporto con le Regioni. Se, come ho letto, la Liguria perderà tre province - aggiunge il presidente della Provincia di Imperia - allora aboliamole e lasciamo solo la Regione, ma ho dei dubbi che si risolverebbero i problemi. Se pensiamo ai settori che la provincia gestisce, come il trasporto pubblico locale, le strade, gli edifici scolastici non capisco dove si annidi la diminuzuone di spesa. D'altra parte la soppressione delle comunità montane fino ad ora ha portato piu problemi che benefici, perchè non era il loro costo ad incidere. Abolire così di punto in bianco le Province sembra il voler seguire una moda del momento, che fa star male non tanto chi si trova ad amministrare ma tutti i dipendenti che credono in quest'istituzione per il territorio e per i cittadini, dipendenti che non rubano il pane a nessuno, e che spesso lavorano anche con sacrifici. Il mio pensiero va quindi anche a tutto il personale che vive questo momento di disagio, consapevole che alla fine da tutto questo rimescolare non verrà nulla di positivo e di nuovo. Ne fu un esempio - conclude Sappa - l'abolizione dei comuni piccoli durante il fascismo che poi, dopo pochi anni, furono ricostituiti perchè c'erano delle reali esigenze territoriali".

Parere fortemente contrario alla manovra anche da parte del Partito Democratico "E' una cosa senza senso che non ha ne capo ne coda - esordisce il capogruppo Riccardo Giordano - manca una logica funzionale, semmai al contrario dovrebbero levare le Province dove l'incidenza delle grandi città capoluogo è molto alta rispettto al totale, come Genova e gli altri capoluoghi di regione. In pratica, invece, lascerebbero solo la Provincia di Genova che invece è l'unica che dovrebbe essere tolta. E' un pastrocchio - prosegue Giordano -  perchè se impone di accorpare tre delle province liguri, tantovale che rimanga tutto in capo alla Regione ma sarebbe un doppione. C'è una grande confusione nel Governo, il cui operato come sempre è dettato dalla fretta e dalla necessità di trovare consenso dell'opinione pubblica. Non è attraverso questo che si riducono i costi di apparato dello Stato e soprattutto - conclude - si crea una maggiore efficenza nelle Istituzioni".

"Credo che dopo tanti anni di mancata attenzione, sotto il profilo dell'andamento delle attività delle Province, oggi pensare di chiuderle sembra quasi surreale - interviene l'assessore provinciale Alberto Bellotti (Pdl) - Di certo un richiamo ad una riorganizzazione sugli obiettivi degli enti provinciali è auspicabile, e potrebbe avere un carattere costruttivo, ma non la loro abolizione. Questa non è la medicina e la soluzione dei problemi che ci possono essere. La Provincia, oltre alle sue competenze specifiche - conclude Bellotti - deve essere il coordinamento di tutto il territorio come valore aggiunto".

L'abolizione della provincia di Imperia, se la manovra verrà approvata così come è stata illustrata, avverrà al termine del mandato. A far fede sul numero dei residenti sarà il censimento del 2011 su cui ci si baserà. L'ultima speranza potrebbe arrivare dal fatto che l'imperiese è un'area di confine e che quindi potrebbe prevedere un ragionamento diverso rispetto alle altre realtà, che quindi potrebbe salvarlo. Di sicuro i prossimi giorni saranno ricchi di dibattiti, confronti e scontri da cui potranno scaturire modifiche al documento.

Federico Marchi