Importante riunione, questa mattina in Camera di Commercio ad Imperia, sul futuro dell’UcFlor, la cooperativa che gestisce il Mercato dei Fiori di Sanremo. Alla riunione era presente il presidente dell’UcFlor, Cristina Banaudo, il Sindaco della città dei fiori Maurizio Zoccarato, il presidente della Provincia Luigi Sappa, un funzionario della Regione Liguria, un rappresentante della Camera di Commercio e tutte le categorie del settore.
La riunione è stata convocata sull’onda del tavolo di crisi che si è svolto la scorsa settimana, vista la precarietà della situazione della cooperativa, che si ritrova a dover pagare 430mila euro a Maltauro entro il 26 agosto, secondo quanto stabilito dal tribunale. Ma la riunione di oggi sembra aprire nuovi spiragli positivi per il futuro di UcFlor, vista la condivisione del problema da parte di tutti i partecipanti alla riunione e, quindi, non solo dagli addetti ai lavori. Sembra che, dopo il gran parlare che si è fatto della cooperativa, tutto il mondo politica sembra volersi far carico della situazione e, soprattutto, impegnarsi e preoccuparsi della progettazione futura per l’utilizzo del mercato in altri settori, che non siano solo la floricoltura. Si parla da molto tempo, vista la vastità del plateatico di Valle Armea, di un utilizzo anche diverso ma esiste sempre un vincolo, che al momento obbliga l’indirizzo in uso. Un vincolo che, ovviamente, può essere rimosso solo in chiave politica.
“E’ importante che ci sia un nuovo soggetto, anche se non subito, che non si occupi soltanto dei fiori, seppur legato all’immobile – ha evidenziato Cristina Banaudo, presidente dell’UcFlor – anche se il mercato interessa prevalentemente a produttori e commercianti”. Ma la riunione di oggi può essere considerata una piccola schiarita? “Si – risponde la Banaudo - perché, in questi momenti così pesanti sembra che tutti ci mettano di più la testa e sanno che non bisogna più scherzare. Il momento che si sta vivendo non è solo di UcFlor ma di tutta la città e la riviera di ponente”. Oggi la parte politica era presente: “Si sta impegnando – ha detto - e già il fatto che ci fossero tutti è un passo avanti, ma la pratica è complessa. Queste perché mancano sempre i soldi per Maltauro. Purtroppo questo è uno scoglio da superare, altrimenti non si può andare oltre l’ostacolo. Mi rendo conto che l’UcFlor è un’azienda privata ma, voglio sottolinearlo, di interesse pubblico. Se fosse una ‘partecipata’ qualche decina di migliaia di euro si sarebbe trovata. Noi abbiamo la massima disponibilità ed apertura a chi vuole venire a gestire la parte della struttura che noi non usiamo. Noi lavoriamo tanto per gestire le cose che ci competono ma, sulle altre, ci servono altre entità”.
Intanto il pagamento a Maltauro è fissato per il 26 agosto, ma l’UcFlor spera in una proroga di un mese. Domani alle 8 è fissata una riunione alla quale sono state date tantissime adesioni. All’UcFlor non disperano e pensano a radunare almeno parte della cifra necessaria: “C’è molto movimento – conclude Cristina Banaudo - e questo ci da la forza per lavorare ed andare avanti”.