Ci colpisce la rapidità con la quale l’Assessore ha fornito una parziale risposta ai nostri quesiti, parziale perché noi si voleva sollevare il merito sugli scenari che l’esito del referendum offre al Comune di Imperia. Nessuno ha parlato di aspetti tecnici del bando, ma solo dell’abrogazione di una norma precisa. Crediamo che l’Assessore non abbia ancora compreso le nostre richieste oltreché a mancare di coerenza, affermando prima di essere stazione appaltante equa ma poi, se le cose vanno male e ci saranno ricorsi che invalideranno la gara, la colpa sarà tutta dello studio legale citato!"
Lo scrivono Antonello Sangiovanni (FIADEL), Antonio Russo (FIT-CISL), Giuseppe Gandolfo (FP-CGIL) e Marco Palma (UGL) in risposta all'Assessore Amoretti. "Si ricordi - proseguono - delle sue responsabilità Assessore, nessuno di noi chiede una gara ad hoc per qualcuno, ma che venga data la possibilità a tutti di parteciparVi cosa che al contrario, con i vincoli da Voi voluti (e ribadiamo che la normativa europea non impone nella maniera più assoluta di inserire vincoli sul fatturato minimo), solo pochissime aziende potranno parteciparvi, quindi sembrerebbe proprio che sia la stazione appaltante a fare la selezione dei partecipanti e non i sindacati che vorrebbero solo evitare una gara che non è più obbligatoria e che sta paralizzando l’azienda, nonché espresso chiaramente nel referendum a stragrande maggioranza dagli italiani, anche nel Comune da Lei amministrato.
Crediamo che sia il primo caso in Italia dove un Ente penalizza la propria
azienda in una gara, siamo d’accordo che deve vincere il migliore con una gara
trasparente, ci mancherebbe, ma che si elimini Eco Imperia con un vincolo che
nessuna Legge prevede, beh, è singolare. Ci risponda Assessore, vi è un obbligo di legge che impone alle partecipanti di avere quei requisiti da Voi espressi? Se sì, ci rassegneremo, ma diversamente chiediamo che vengano eliminati e che possano partecipare tutte le aziende. Quanto all’articolo 6 del C.C.N.L di categoria che garantisce i posti di lavoro, ricordiamo che fino a qualche mese fa l’Assessore non ne conosceva neanche l’esistenza ma noi sì e lo abbiamo voluto per primi tra le clausole sociali del bando. Le preoccupazioni sono altre e già poste all’attenzione dell’Amministrazione Comunale e riguardavano aspetti legati a garantire che le aziende partecipanti, siano sane, con i conti in ordine con i vari aspetti contributivi o che non abbiano avuto precedenti di contenzioso con i dipendenti o con l’ente appaltante, ecco, riteniamo che questi sì erano vincoli più corretti e opportuni piuttosto che quelli relativi al solo fatturato minimo. Siamo disposti a chiudere qui la polemica, ma chiediamo all’Amministrazione Comunale, al Sindaco di rivedere alcune posizioni che non riteniamo corrette. Abbiamo sempre dimostrato pazienza, ma ora ci perdoni Assessore, è arrivato il momento che qualcuno ci dia risposte con fondatezza e se Lei non è persona deputata a farlo, chiediamo di parlare con chi di dovere, grazie".