I Consiglieri Regionali dell’IDV (Maruska Piredda, Nicolò Scialfa e Stefano Quaini) hanno inviato una interrogazione al Presidente del Consiglio Regionale, in relazione alla spiaggia di Latte. secolare patrimonio della comunità frazionale e dei villeggianti, una delle più belle di Ventimiglia, stretta tra punta Mortola e la punta di Latte, che non esiste più. “Il nuovo proprietario di Villa Eva – scrivono i Consiglieri - ha ottenuto il permesso di trasformare la villa in albergo ed ha spostato verso il mare i confini della proprietà. Considerato che, complici i lavori di ristrutturazione di Villa Eva, storica residenza, e la nuova recinzione della proprietà, definita nei mesi scorsi insieme a demanio e capitaneria di porto dopo una serie di verifiche incrociate tra le normative vigenti ed i dati catastali in possesso della nuova proprietà, di fatto la spiaggia, soprattutto nell’area di Levante, è stata ridotta davvero a poca cosa: un metro o poco più; è più ampia la parte di spiaggia di Ponente, ma piena di grosse pietre e trascurata; un pezzo di Liguria è stato di fatto privatizzato poiché l’unica maniera che permetterà di usufruire decentemente del mare avverrà attraverso l’uso della nuova struttura e dello stabilimento balneare che essa ospiterà”.
“Visto che, ad inizio dei lavori di recinzione della proprietà c’era stata una prima mobilitazione dei residenti e dal Comune di Ventimiglia erano arrivate parole rassicuranti affinchè la spiaggia resti pubblica a disposizione dei cittadini di latte e dei turisti che con la loro presenza danno un contributo alla vita della frazione – proseguono i Consilgieri - il Comune di Ventimiglia dichiara, oggi, di essere in notevole ritardo per il ripascimento della spiaggia dovuto ad altre problematiche che hanno precluso l’attività amministrativa. Chiediamo quindi all’Assessore competente, per conoscere se lo spostamento dei confini sia stato autorizzato da qualche Ente ed, eventualmente, con quali criteri ed inoltre quali misure si intendono assumere in risposta alla presente al fine di far tornare la spiaggia di Latte ad essere patrimonio dei bagnati e della Comunità, la cui economia (seconde case, pensioni, affittacamere, ecc.) si è sviluppata grazie al libero uso della stessa”.