Un nostro lettore, Fabio Ferrero, ci ha scritto sui referendum per l'acqua pubblica:
"Sarebbe bello che a parlare dell'argomento acqua fossero i dati degli acquedotti pubblici. Io non mi lascio trasportare dalla corrente emozionale, io voglio conoscere i fatti concreti, vedere sul campo lo stato attuale degli impianti, ad esempio mi risulta che l'acquedotto di Bordighera è un colabrodo, e quindi a chi giova questo spreco? La gestione delle acque comprende anche la depurazione, e noi ad Imperia per il momento non brilliamo (23 anni di lavori e depuratore non ancora attivo). Un referendum importante (molto più di quello sul nucleare a mio avviso) come quello sull'acqua dovrebbe essere ben corredato da dati e statistiche, costi, perdite e ricavi delle gestioni pubbliche di un bene comune. Perchè vedete se anche molti di voi come me abitate in un condominio, provate a guardare quanti sono i contatori che perdono dai raccordi, quante volte avrete segnalato questo problema? Quanti interventi sono stati fatti? Una buona gestione pubblica deve evitare che venga sprecata anche una sola goccia di un bene prezioso come l'acqua. Andiamo verso l'estate, molti di noi andranno alla spiaggia, fate attenzione a quanto tempo rimangono aperti i rubinetti delle docce. Molte persone vanno via senza nemmeno chiudere il rubinetto,soprattutto nelle spiagge libere. Una buona gestione pubblica di un bene comune dovrebbe prevedere rubinetti temporizzati e un tetto massimo di consumi oltre il quale la tariffa raddoppia andando a colpire le tasche del gestore della spiaggia. Manca fondamentalmente il rispetto dell'acqua, la cultura dell'economizzazione di una risorsa altamente dispersibile e non costantemente rinnovabile. Quindi se pubblica deve essere la gestione dell'acqua, non deve prescindere dall'impostazione imprenditoriale, altrimenti rischiamo solo di avere un altro carrozzone da trainare con una locomotiva che sbuffa e fatica ad andare avanti".