Venerdì 13 maggio, alle 10.30, presso il Centro Culturale Polivalente del Comune di Imperia in Piazza del Duomo, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, rappresentata dal suo Consigliere Nazionale Pietro Tommaso Chersola, ed il Centro Pannunzio, rappresentato dal suo Direttore Generale, il prof. Pier Franco Quaglieni, partecipano alle manifestazioni ufficiali organizzate dal Comune di Imperia in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
"Pietro Tommaso Chersola - si legge nel comunicato -, che è anche presidente del Comitato provinciale di Imperia dell’ANVGD, interverrà sul contributo che negli anni dell’epopea risorgimentale, ancora fino agli anni ’50 con il ritorno di Trieste all’Italia, gli Istriani, Fiumani e Dalmati hanno dato con valore e fedeltà al processo di unificazione dell’Italia, intervenendo nelle guerre d’indipendenza, nella difesa della Repubblica di Venezia e della Repubblica Romana, nella campagna dell’Italia meridionale del 1859 – 1860, fino alla Grande Guerra, con i movimenti irredentisti in Dalmazia, fino alla sciagurata tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Proprio la storica testata del Risorgimento Liberale, fondata da Mario Pannunzio nel 1944, fu la prima ad interessarsi delle ultime fasi conclusive e drammatiche dell’Unità d’Italia, con l’esodo dell’intera comunità italiana dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.
Quanto mai opportuno appare quindi l’intervento che farà il Prof. Pier Franco Quaglieni, storico del Risorgimento, direttore del Centro 'Pannunzio', direttore scientifico della Scuola di Alta Formazione Storica e componente del Comitato Nazionale per le onoranze a Cavour presso il Ministero dei Beni Culturali, che affronterà l’occasione attuale del 150° anniversario dello Stato Unitario con un approccio anticonformista che non ha timore di affrontare le questioni più complesse. Anniversario che, come tiene a sottolineare il Prof. Quaglieni, costituisce l'occasione per riflettere in termini storici, andando al di là delle mitizzazioni e delle stroncature premediate, sul fatto di essere italiani. L'opera del Risorgimento fu definita da un suo critico come Gaetano Salvemini, 'ciclopica' perchè in un decennio o poco più si riuscì a realizzare un percorso unitario che consentì di liberarsi dalla dominazione straniera che durava da secoli. Fu un disegno realizzato da uomini e idee diverse e persino contrastanti: dal genio di Cavour, primo protagonista dello Stato unitario, a Garibaldi, a Mazzini, a Vittorio Emanuele a Cattaneo.
La lezione più attuale del Risorgimento è quella del bene comune che deve unirci al di là delle differenze di parte. Gli artefici del Risorgimento seppero sacrificare i loro particolarismi all'idea di Patria. E quell'esempio lontano vale anche oggi di fronte ad un 'Italia lacerata dalle contese di parte. Come insegnava Foscolo, torniamo alla storia come elemento che rischiari il presente e dia un senso al futuro. In questo senso rivolgeremo la nostra attenzione soprattutto ai giovani
I temi che saranno trattati appaiono oggi, lo si vede bene, di una attualità unica, e ci si augura che iniziative di questo genere possano rafforzare la volontà di ogni cittadino nel suo impegno per la pace, il diritto, e la democrazia".