"Sto seguendo con vivo interesse le notizie di quanto sta avvenendo nella Pigna, anche con la recente retata delle Forze dell'Ordine che ha levato di mezzo, purtroppo solo temporaneamente, quattro delinquenti. Vedo anche che buona parte di questi sono tunisini, magari anche di quelli che arrivano ad ondate a Lampedusa, sicuramente non 'profughi' da zone di guerra (ai quali va data tutta l'assistenza possibile), bensì semplici clandestini che cercano di sfruttare la situazione per impiantarsi nel nostro paese, visto che il resto dell'Europa non ne vuole sapere, cercando di sbarcare il lunario nel 'ventre molle dell'Europa', un vero paese di Bengodi per costoro, sicuri di non incorrere comunque in pesanti pene carcerarie. Mi viene peraltro un dubbio: chi c'è dietro? Non mi pare possibile che una serie di sgangherati tunisini o similari arrivi con le valigie piene di droga da smerciare: il pusher è generalmente l'ultimo anello di una catena che comprende fornitori, grossisti, ecc. al pari di qualsiasi altra organizzazione commerciale legale. Chi c'è dietro, dunque?
Mi ha piacevolmente interessato la mail del lettore Lillo che evidenzia quanto in molti vanno da tempo sostenendo: la Pigna, diversamente abitata e restaurata, sarebbe un volano turistico formidabile per Sanremo, un'occasione di lavoro e certamente un 'guadagno' notevole per i proprietari che si ritroverebbero per le mani un capitale immobiliare miliardario... nella situazione attuale, purtroppo, resta solo un sogno. Grazie comunque alle Autorità che si interessano del problema, alle Forze dell'Ordine che si impegnano nella lotta per la legalità, sperando che la Magistratura possa trovare il bandolo legale per sistemare questi delinquenti: solo la certezza della pena, adeguatamente e inesorabilmente applicata e 'propagandata' può far sperare di vedere la luce in fondo al tunnel.
Attilio De Matteis".