Politica - 13 aprile 2011, 12:31

Realizzazione di un Centro di Identificazione ed Espulsione: intervento di Alessio Saso

“La Regione ha pochi poteri reali – almeno si faccia dibattito serio e scevro da ideologie per arrivare a posizione condivisa di responsabilità“.

Alessio Saso, Consigliere Regionale PDL, a seguito del dibattito tenutosi in Consiglio Regionale sul tema dell’emergenza profughi dal Nord Africa e le due Mozioni (Rixi e Della Bianca) di impegno a favore della realizzazione di un CIE sul territorio ligure, ha dichiarato: 

“Su questa materia la Regione ha ben pochi poteri reali, sarebbe, pertanto, utile almeno un dibattito partecipato, una discussione che abbia un senso, scevra delle solite posizione ideologiche, altrimenti non ha alcun senso e converrebbe parlare d’altro. Visto che si tratta di un problema che ci porteremo dietro anche per i prossimi anni, non si potrebbe una volta tanto arrivare ad una posizione condivisa che dia sostegno al Governo nel difficile confronto con le posizioni assunte dall’Unione Europea? L’Italia, innanzitutto, non voleva questa guerra. Il Governo, comunque, ha  gestito bene la situazione, la Regione poteva senz’altro fare qualcosa di più per sistemare i profughi in luoghi che non determinassero difficoltà di inserimento rispetto alla vita quotidiana dei residenti. L’Europa, a parole, emana direttive, quando poi  è necessaria la solidarietà vera, invece, si defila. Venendo al tema dei CIE (Centri di identificazione ed Espulsione) - non facciamo propaganda politica! -  ma partiamo, innanzitutto, da un’analisi del fenomeno dell’immigrazione. Sono i nostri stessi stili di vita che hanno aperto all’immigrazione, entrano nel nostro Paese con domande dei nostri datori di lavoro, è un dato di fatto, pensiamo, per esempio, a cosa succederebbe se improvvisamente ci trovassimo senza badanti, o se le fabbriche del nord si trovassero senza mano d’opera. Si fa, però, altrettanta propaganda politica se si continua a non volere i CIE, solo per una posizione ideologica utopistica, magari per non perdere un manipolo di voti, dimostrando un senso di responsabilità pari a zero, e senza alcuna logica visto che, oltretutto, la Consulta ha anche bocciato la legge regionale che ne vietava la costruzione. Francamente, pensare di non controllare l’immigrazione non è possibile così come senza controllo non ci può essere vera integrazione. Non si può lasciar marcire il problema, inseguendo un’utopia  che rischia anche di inasprire gli animi della popolazione. Per quanto poco si possa incidere sull’Unione Europea sarebbe al contrario auspicabile almeno una risoluzione che abbia un senso, un punto di convergenza, altrimenti in Consiglio si fanno dibattiti privi di significato lasciando la gente con gli stessi problemi".

Carlo Alessi