Attualità - 05 aprile 2011, 14:07

Ventimiglia: i comuni del distretto sociosanitario lanciano l'allarme tagli al sociale

"E' la fine delle politiche sociali?"

I comuni capofila del Distretto Sociosanitario n.1 ventimigliese lanciano un grido di allarme al governo per via della forte contrazione delle risorse assegnate ai comuni per gli interventi ed i servizi sociali. Ad esempio i contributi finalizzati per il sostegno alle famiglie, sono passati da 1.650.000,00euro del 2007 a circa 1.250.000,00euro del 2010.

In sostanza sono stati azzerati a livello nazionale i fondi per la non autosufficienza, tanto che la regione Liguria ha rimodulato i criteri per poter aver diritto all'erogazione della misura (280euro o 350euro mensili a seconda dell'Isee posseduto); per il Distretto Sociosanitario 1, ciò ha comportato l'azzeramento della misura per 57 utenti, pari al 34% circa degli aventi diritto. Attualmente la regione Liguria ha assegnato al DSS1 un contributo pari a 730.283,00euro, finanziato con risorse regionali e il riparto alle regioni del fondo nazionale non è stato ancora definito e non se ne conosce l'entità.

Una situazione difficile che i sindaci capofila del DSS1 hanno voluto, quest'oggi, portare all'attenzione dei mass media. "Siamo in difficoltà - ha detto il sindaco Scullino, nonchè presidente del DSS1 - per via di questi tagli siamo costretti a fare scelte oculate e tagliare in altri settori all'infuori del sociale". Le politiche sociali che dovrebbero essere le più vicine al cittadino da parte dello stato, sono quelle più lontane e a rimetterci sono i piccoli comuni che quotidianamente compiono miracoli, soprattutto per avere un bilancio in pareggio, senza contare le direttive del patto di stabilità.

La lente di ingrandimento si è soffermata sulle fasce più a rischio, ovviamente, che sono gli anziani e i bambini, il cui affidamento ai comuni fa lievitare enormemente le spese correnti. Per citare un esempio comprensibile, a Perinaldo il comune ha in affido sette bambini, con questi tagli, il comune riuscirà a malapena a mantenere i bambini ed avrà molta difficoltà a trovare soldi per lavori pubblici o quant'altro. L'idea per 'tamponare' questa dura situazione in cui si trovano i comuni, non per colpa loro, sarebbe quella che alcune famiglie, quelle che lo volessero, prendessero in affido un bambino e alle stesse andrebbe una quota di euro 450 al mese. Un modo per far risparmiare soldi al comune ma nello stesso tempo, sarebbe un ambiente più familiare per il minore. Infatti nell'anno 2009 la spesa del DSS1, per gli interventi ai minori, è stata di 875.000,00euro, su un centinaio di minori affidati.

I comuni, oltre a fare i conti coi tagli del governo, devono fronteggiare anche delle situazioni di crisi interne alla famiglia (economiche o sociali) che poi portano agli affidi, nel caso dei minori, o dei ricoveri in ospizi per gli anziani.

Alla riunione, svoltasi stamane in comune a Ventimiglia, oltre al sindaco Scullino erano presenti i sindaci di Camporosso e Vallecrosia e i dirigenti dei servizi sociali del comune di Bordighera e la dirigente dei servizi sociali del comune di Ventimiglia Isabella Berrino.

 

Andrea Di Blasio