Dopo aver ricordato Nilla Pizzi, lo storico Andrea Gandolfo, vuol fornire ai lettori di Sanremo News alcune brevi notizie biografiche anche su Amilcare Rambaldi, l'ideatore del Festival di Sanremo, tratte sempre dalla sua pubblicazione sul Festival di Sanremo, amche alla luce del fatto che il prossimo 5 aprile ricorre il centesimo anniversario della nascita del fondatore del Premio Tenco.
Amilcare Rambaldi nacque a Sanremo il 5 aprile 1911 da Adolfo e da Maria Bacci. Conseguito il diploma in ragioneria, si dedicò quindi all’attività di esportatore floricolo nell’azienda familiare. Negli anni Venti partecipò a varie recite e veglioni studenteschi e divenne un autentico appassionato di musica e canzoni. Dopo aver preso parte alla campagna d’Etiopia tra il 1935 e il 1936, durante il secondo conflitto mondiale partecipò alla Resistenza, organizzando le prime bande partigiane in Valle Argentina e venendo anche imprigionato dalle Brigate nere nel carcere di Imperia. Dopo la Liberazione, si iscrisse al Partito socialista, assunse la presidenza dell’Ente comunale di assistenza, si prodigò per riavviare l’attività dell’Associazione commercianti di fiori ed entrò nel consiglio di amministrazione dell’Ospedale Civile di Sanremo.
Nell’ottobre 1945 la Giunta del CLN locale, presieduta da Adolfo Siffredi, avendo deciso di riportare l’esercizio del gioco provvisoriamente ospitato nei locali dell’albergo Vittoria-Roma nella sua sede storica, ossia il Casinò Municipale, dal momento che regnava la più assoluta incertezza su quale conduzione adottare tra la gestione comunale diretta o quella in concessione, nominò una commissione consultiva per potersi così avvalere del parere di alcuni esperti. La commissione, presieduta dal sindaco Siffredi, si suddivise in tre sottocommissioni che avrebbero dovuto studiare il problema della forma migliore di gestione per il Casinò: una prima doveva esaminare gli aspetti legali, una seconda quelli amministrativi e una terza doveva infine avanzare proposte di carattere tecnico e artistico. Della prima facevano parte, tra gli altri, gli avvocati Nino Bobba, Vincenzo Badino jr., Secondo Anfossi e Carlo Bensa; della seconda, i ragionieri Enrico Formaggini e Aldo Zoli; di quella tecnico-artistica, infine, Jean Biancheri, già direttore del Casinò di Montecarlo, Carlo Borga, ex ispettore di quello di Sanremo, il maestro Franco Alfano, Alfredo Crémieux e lo stesso Rambaldi.
Nel corso della prima riunione della sottocommissione tecnico-artistica, che si tenne in una saletta di Palazzo Nota, venne fissato in linea di massima il programma di lavoro e si decise di affidare a Borga l’incarico di preparare dati e programmi per la parte relativa al gioco e a Rambaldi quello di stilare un calendario di iniziative e manifestazioni culturali e artistiche. Rambaldi iniziò subito a pensare a possibili progetti e si mise subito al lavoro sulla sua Remington, tanto che il 15 novembre 1945 aveva già terminato la sua relazione che risultò composta da quindici cartelle dattiloscritte. Come condizione necessaria per il rilancio della casa da gioco, egli fece alcune considerazioni generali nella premessa alla sua relazione, che si apriva così: «La situazione che ci si presenta alla vigilia della riapertura del Casinò non è tale da poter permettere di fare delle troppo rosee previsioni, specie per quanto riguarda i primi mesi di gestione. Al passivo abbiamo la deficiente attrezzatura alberghiera, la lontananza dai centri maggiori con la mancanza di adeguati mezzi di comunicazione, il concomitante funzionamento di molte altre case da gioco che hanno assorbito parte del nostro migliore personale specializzato; all’attivo il nostro sole ed il nostro nome. Ma, d’altra parte, non dobbiamo essere eccessivamente pessimisti e non dobbiamo scoraggiarci. Se sapremo attirare nella nostra città un buon numero di ospiti fissi ed occasionali oltreché con i nostri alleati naturali – il sole ed il clima – anche con una serie di manifestazioni artistiche, mondane, culturali, sportive, potremo lottare e vincere la concorrenza di altre Case».
Con l’obiettivo quindi di fare di Sanremo «un centro turistico, culturale, artistico, mondano di prim’ordine», Rambaldi elencò una serie di iniziative, tra cui l’istituzione di un conservatorio musicale e di un’orchestra sinfonica stabile, la creazione di un’accademia d’arte drammatica e di una compagnia di teatro sperimentale, il varo di una rassegna internazionale d’arte cinematografica, l’organizzazione di un torneo di bridge, una rassegna di moda e concorsi balneari di bellezza e la creazione di un campeggio a Monte Bignone. Solo verso la fine della relazione, all’interno del paragrafo dedicato alle «manifestazioni varie», egli accennò all’eventualità di organizzare un festival della canzone. Quest’ultima iniziativa fu peraltro particolarmente sottolineata da Rambaldi stesso, che propose anche di svolgere la kermesse nel giugno del 1946.
Nel corso della riunione collegiale conclusiva della commissione, che si tenne nella sala consiliare di Palazzo Nota sotto la presidenza di Siffredi, le proposte di Rambaldi furono approvate. Inoltre, sia la sottocommissione tecnico-artistica sia quella amministrativa, all’unanimità, espressero parere favorevole alla gestione diretta del Casinò da parte del Comune. Soltanto un componente della sottocommissione legale avanzò qualche perplessità in merito a quella modalità di conduzione. Però, poco tempo dopo, la Giunta Siffredi stabilì di affidare il Casinò in gestione a privati, recependo tuttavia alcune proposte avanzate dalla commissione consultiva, come quelle di un torneo internazionale di bridge e di una rassegna della moda. Non furono invece accolte le proposte relative a un festival del cinema (che l’anno dopo si sarebbe tenuto per la prima volta a Cannes), alla fondazione di un conservatorio musicale e all’organizzazione di un festival della canzone. Rambaldi rimase quindi profondamente deluso e decise di riprendere la professione di esportatore floricolo, ripromettendosi però di “tornare alla carica” al più presto, occasione che gli si sarebbe presentata due anni dopo, quando l’iniziativa sarebbe stata ripresa in mano dal nuovo direttore dell’Ufficio stampa della casa da gioco matuziana Angelo Nizza per partire poi definitivamente grazie all’impulso del gestore del Casinò Pier Bussetti e del direttore della programmazione radiofonica della Rai Giulio Razzi nel gennaio 1951.
Più di vent’anni dopo, la drammatica fine di Luigi Tenco al Festival del 1967 lo indusse, nel 1971, a proporre al Comune di organizzare una manifestazione riservata esclusivamente ai cantautori. La sua proposta non venne tuttavia accolta, ma Rambaldi non si scoraggiò e, dopo aver scoperto l’esistenza di un Club Tenco fondato a Venezia da Ornella Benedetti, nel 1972 fondò il “Club Luigi Tenco” di Sanremo insieme a Donatella Barbotto, Gabriele Boscetto, Renzo Laurano, Lino Ligato, Brigida Minoia, Franco Rebaudo e Laura Ruffini. Due anni dopo il Club Tenco organizzò la prima edizione del “Premio Tenco”, una rassegna della canzone d’autore che si sarebbe poi svolta ogni anno fino a oggi presso il Teatro Ariston di Sanremo (lo stesso che ospita attualmente il Festival), affermandosi come una delle più importanti manifestazioni musicali del panorama nazionale con la partecipazione dei nomi più celebri del cantautorato italiano e straniero, tra cui Paolo Conte, Roberto Vecchioni, Sergio Endrigo, Francesco Guccini, Enzo Jannacci, Angelo Branduardi, Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Atahualpa Yupanqui, Caetano Veloso, Vinicio Capossela, Alain Stivell, Tom Waits e Vinicius De Moraes. Nell’ottobre 1978 venne nominato “cittadino benemerito” di Sanremo, nel 1994 fu insignito di un premio speciale istituito dal Gruppo Giornalisti Musicali, mentre, tra gli altri riconoscimenti, figura anche quello di “Amico di Barcellona”, per la valorizzazione della cultura musicale catalana. È scomparso a Sanremo il 4 novembre 1995. Il 7 novembre 2008, su iniziativa del Comune di Sanremo in collaborazione con il Club Tenco, è stata apposta una targa in sua memoria nell’area di accesso agli spazi dedicati alla musica del Palafiori di corso Garibaldi.
Dott. Andrea Gandolfo - Sanremo".
Attualità - 13 marzo 2011, 17:31
Il 5 aprile è il 100° anniversario della nascita di Amilcare Rambaldi. Lo ricorda Andrea Gandolfo
Amilcare Rambaldi