Crisi politica a Triora, ad un anno e mezzo dalle elezioni che hanno visto proclamare Sindaco Marcello Lanza, ormai vicino alle dimissioni. Quattro membri della minoranza si sono dimessi e, a questi, si è aggiunto Paolo Micheluzzi, esponente di maggioranza. Il primo cittadino è rimasto con un solo Assessore e quattro Consiglieri ma sembra non arrendersi e volere candidarsi con una lista civica alle prossime elezioni anticipate. Nell’aprile scorso si erano dimessi gli Assessori Giampiero Alberti e Flavio Gramegna, oltre al consigliere Mirella Moraldo. Lunedì scorso è toccato al vice Sindaco Vanna Ferraironi ed i Consiglieri Alessio Saldo e Paolo Micheluzzi. I dimissionari si vedranno oggi con il Prefetto.
Intanto sul caso politico di Triora intervengono Luana Bertol ed il capogruppo della minoranza Nino Gramegna: “Non è da ricercare in un sortilegio la causa delle dimissioni del consigliere di maggioranza Paolo Micheluzzi che già lunedì scorso durante il consiglio comunale si era dimesso dopo l’ennesimo diverbio avuto con il Sindaco Lanza, staccandosi dalla maggioranza per costituire un gruppo autonomo. A questo punto, d’accordo con i 4 consiglieri di minoranza, sono state protocollate le dimissioni riducendo a 5 il numero di consiglieri che nella totale normalità sarebbe di 12!”
Luana Bertol e Nino Gramegna attaccano duramente il Sindaco, accusato di comportamento arrogante e soprattutto scorretto: “Ha disatteso i presupposti principali di fiducia e stima che sono fondamentali per lo svolgimento di una seria attività amministrativa (soprattutto in un paese), ha portato a tutto questo quando già nella scorsa primavera si sono dimessi consiglieri sia di maggioranza che di minoranza. Nella mattinata di lunedì, poche ore prima del consiglio comunale convocato principalmente per l’approvazione del bilancio, le dimissioni del consigliere di maggioranza Saldo e del Vice Sindaco Ferraironi, avevano fatto pensare alla minoranza di seguirne l’esempio visto il clima di totale insoddisfazione. Poi era prevalso il senso civico e nonostante il voto contrario al bilancio, la minoranza ha permesso con la sua presenza che lo stesso venisse approvato in modo da dare lo strumento di lavoro al commissario prefettizio nel caso di elezioni anticipate come realmente sta per accadere. La minoranza del capogruppo Geometra Nino Gramigna, ha inoltre fatto una dichiarazione di voto allegata alla delibera nella quale venivano date le motivazioni della totale contrarietà al bilancio facendo notare parecchie irregolarità sull’operato del Sindaco. La debaclè è pesante: meno 7 consiglieri e meno 3 assessori ed ora il Sindaco si trova evidentemente in difficoltà. Non capiamo, dice la minoranza, come persone che tutt’oggi riteniamo degne di stima, possano negare l’evidenza e continuino a sostenere il Sindaco e il suo unico Assessore rimasto (quella preferita delegata al Turismo), voluto fortemente e causa principale dello sfascio della maggioranza. La cosa più sconcertante è l’insistenza a ricercare nei consiglieri di minoranza non eletti un sostegno politico promettendo loro posti ambiziosi come quello da Vice Sindaco. Perché? Quali le motivazioni, progetti nascosti o attaccamento morboso alla poltrona? Il Sindaco ha sempre detto di voler il bene del paese e allora ancora una volta, ci deve spiegare perchè per un anno e mezzo, incurante dei moniti ricevuti ha preteso rimborsi spese e spese di rappresentanza discutibili e oltremodo esosi e non ha voluto soprattuto ascoltare i suoi consiglieri, ed i suoi assessori che gli avevano dato fiducia e con i quali aveva intrapreso un felice cammino. Dovrebbe dimettersi come richiesto ripetutamente dal Capogruppo di Minoranza Nino Gramegna: manterrebbe minimo di dignità che sta dimostrando di perdere giorno per giorno”.